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domenica 22 novembre 2009

Critiche a Fini da parte di Lega e PdL

Cota (Lega): "A dividerci da Fini è l'idea della cittadinanza facile e il diritto di voto agli immigrati" Matteoli (PdL): "Le questioni politiche da lui sollevate non appartengono alla storia di An"
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La questione del ruolo degli immigrati in Italia crea ancora tensione nella maggioranza. Dopo le dichiarazioni di sabato del Presidente della Camera Gianfranco Fini in una scuola romana, non sono mancate le reazioni nella maggioranza.
Roberto Cota, capogruppo della Lega alla Camera, così commenta l’uscita del Presidente della Camera: “È chiaro che sono rimasto colpito da Fini: proprio lui che qualche giorno fa , ci spiegava che l’immigrazione non si liquida con una battuta, adesso si mette a dire parolacce. … Al di là delle espressioni colorite la questione vera è quale politica per l’immigrazione fare. A dividerci da Fini è l’idea della cittadinanza facile e il diritto di voto agli immigrati”.
Ma anche nell'ambito dello stesso PdL non sono mancati i distinguo rispetto alle posizioni di Fini. Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture ed ex dirigente di An, sottolinea: “Le questioni politiche e culturali sollevate da Gianfranco Fini non appartengono alla storia di An. Il testamento biologico, l’immigrazione, erano più un humus di Forza Italia. Ma lo strappo di Fini indica che il suo retroterra è cambiato”. Poi afferma che: “Il Presidente della Camera è troppo intelligente per fare una fronda antiberlusconiana. Il suo obiettivo semmai è storicizzare An, come con An ha storicizzato l’Msi e con l’Msi il fascismo”. Matteoli respinge anche l’idea del PdL come un partito-caserma, affermando: “Ma quale caserma, la leadership di Berlusconi non è decisa per statuto ma dagli elettori. Chi non la accetta è antidemocratico. Nessuno ha preso i voti che ha conquistato Berlusconi: An era un partito del 14%. Il PdL sfiora il 40%”. Combattere il Premier sarebbe inoltre, secondo il ministro, senza senso. Se Fini dovesse mai prendere il suo posto sarebbe, spiega, “una vittoria di Pirro, un ‘muoia Sansone con tutti i filistei’”. Nel rapporto con gli alleati, Matteoli riconosce che la dichiarazione con cui ieri il Presidente della Camera ha definito “stronzi” coloro che discriminano gli immigrati, non sia stata gradita alla Lega. “Prendiamo atto che questo dibattito crea tensioni nella maggioranza”.

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