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domenica 15 novembre 2009

Riflessioni dell'On. Marco Zacchera del PdL

Il Punto n. 297 del 14.11.2009
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Attenti alla sbandata
Il centro-destra rischia di sbandare sulla questione giudiziaria e di infilarsi in un tunnel legato ai pessimi rapporti Berlusconi-Magistrati. Tale e tanto è il rumore su queste vicende che si rischia di dimenticare quanto di buono si sta facendo in molti settori e quando - anche quest’anno - si delinea una legge finanziaria che non costa un euro in più agli italiani ma, anzi, offre qualche risparmio fiscale. Qualunque iniziativa legislativa è però solo letta in chiave “pro-Berlusconi” senza minimamente entrare in un esame serio dei fatti.
Noto solo che mentre ogni indagine sul “Cavaliere” si presta a molti dubbi (compresa la recente sentenza in appello a Milano sul caso Mills) va preso atto che a Napoli si chiede l’arresto di un membro del governo e deputato senza mai averlo ascoltato, nonostante infinite sue richieste di essere sentito. Se questo capitasse a ciascuno di voi, cosa ne pensereste? Ma così facendo i magistrati di Napoli hanno di fatto comunque “silurato” il candidato del PDL alla presidenza della regione, mentre – guarda caso - Bassolino è sempre lì, come una sfinge, mai bloccato dai giudici nonostante le infinite porcherie che sotto la sua decennale gestione hanno ammorbato non solo la gestione della spazzatura napoletana.
Qualsiasi riforma della giustizia è criticabile e quella del “processo-breve” può esserlo anche più di altre, ma che i Magistrati annuncino proteste prima ancora che il progetto di legge sia perfino presentato in Parlamento mi sembra una ingiustificata censura preventiva. Forse è ora che il Presidente della Repubblica chieda al CSM (che formalmente presiede, pur delegandolo a quel Sen. Nicola Mancino che non è certo un super-partes vista anche la sua lunga e partigiana militanza politica) qualche comportamento più in linea con una autentica indipendenza dei ruoli. Mi chiedo perfino perché Berlusconi, a questo punto, non rinunci platealmente ad ogni difesa e si faccia pur condannare: più di metà Italia penserà che in buona parte sono sentenze “politiche” ed egli sarà perfino più libero di poter dimostrare – come ha fatto nell’anno in cui è stato protetto dal “lodo Alfano” che una Corte comunque politicizzata gli ha poi negato – di essere capace di governare bene, ma se lo lasciano lavorare.
Anche perché tutti i processi, le inchieste, le accuse sono relativi a fatti precedenti le elezioni con inchieste che erano note e stranote. Se i cittadini con il loro libero voto hanno comunque espresso una preferenza non mi pare molto democratico che siano dei giudici (eletti da nessuno e cresciuti all’interno di una corporazione) a poter stravolgere il voto popolare.

L'Aria che tira - Il Test antidroga
Dopo aver dovuto dare, alcuni mesi fa, le mie impronte digitali per poter votare in aula alla Camera, in una atmosfera con battute da caserma che mi ricordavano molto la mia ormai lontana visita di leva al distretto militare di Alessandria, mi sono sottoposto anch’io al “test” antidroga, con relativo taglio capelli, pipì in pubblico, telecamere TV e pagliacciate varie. A questo siamo arrivati: i rappresentanti del popolo sovrano a dover comunque “dimostrare” di non drogarsi, dopo una serie di contumelie televisive di fuori di testa. A quando il test del palloncino antialcol quotidiano o del DNA ? Ma come può crescere un Paese in cui negli stessi giorni in cui fioccano le polemiche sulla giustizia una ministro viene presentata in un “artistico” fumetto raffigurata tra i topi di fogna e una parlamentare (Alessandra Mussolini) in un film ospitato a Venezia (al festival cinematografico pagato dallo stato...) è letteralmente tacciata di essere “una troia che vuole ammazzare tutti i romeni”.
Immaginate per un attimo che – a ruoli politici invertiti – fossero accadute queste cose a gentili rappresentanti della sinistra: pensate alla reazione di Rai 3, dei giudici “democratici”, al lamento delle associazioni femministe ecc.ecc. Invece no: tutti silenti, tutti coperti, non c’è un giudice che si sia chiesto d’ufficio se queste cose siano un tantino diffamanti.
Una battuta su Rosy Bindi scatena il putiferio ma insozzare il ministro Carfagna, la Meloni o la Mussolini è “la democrazia della critica”.
Credo comunque che - al di là dei casi particolari - quando un paese irride, distrugge, sputa su chi lo rappresenta senza minimamente essere capace di distinguere l’eventuale mela marcia da chi cerca di fare quotidianamente il proprio dovere è solo un Paese aspirante al suicidio. Ed è l’Italia stessa a volersi suicidare in una specie di “Grande Fratello” in corto-circuito mediatico che è però secondo me non è che il logico sbocco di decenni di cretinate televisive e cinematografiche, di ignoranza, maleducazione, distruzione dell’etica e dei valori. Esattamente il risultato voluto da quella “kultura”(o incultura) dilagante che non poteva che portarci a questo livello.
Ps: se a qualcuno interessa il mio test antidroga è negativo, e non serviva certo dover far l’esame (70 euro, per ora senza fattura) a dimostrarlo.

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