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venerdì 11 dicembre 2009

Graviano: "Dell'Utri? Mai conosciuto"

I boss Graviano davanti alla Corte d'appello di Palermo. Filippo: "Mai dette quelle frasi a Spatuzza. Non conosco Dell'Utri". Giuseppe non risponde. Anche il boss Lo Nigro smentisce il pentito. Lo sfogo del Senatore: "Sono stanco". Il Premier Berlusconi ai suoi: "Sdegno per l'operazione infame con Spatuzza".
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Smentite su tutta la linea la tesi del pentito Spatuzza. Filippo Graviano parla in videoconferenza e bolla come falsità tutte le dichiarazioni del dichiarante, ex killer di mafia. "Non ho mai detto quelle parole". Quelle che gli attribuisce Spatuzza: "Se non arriva niente da dove deve arrivare, allora è il caso che incominciamo a parlare con i pm". Il fratello Giuseppe non parla, "per motivi di salute". Ma lo fa l'altro pentito, Cosimo Lo Nigro, e anche lui smentisce la tetsimonianza di Spatuzza. Sollievo da parte del senatore Dell'Utri, che nel processo d'appello è imputato: "Graviano s'è ravveduto. Ma la mia pena la sto scontando adesso". Laconico il commenti del premier, chiamato in causa come mandante delle stragi dal pentito: "Siamo alle comiche".
"Non ho mai detto quelle parole a Spatuzza". Così il boss Filippo Graviano ai giudici di Palermo a proposito delle affermazioni del dichiarante Spatuzza secondo il quale lui in carcere gli avrebbe detto. "Se non arriva niente da dove deve arrivare, allora è il caso che incominciamo a parlare con i pm". Rivolgendosi al Pg Gatto, Graviano ha detto: "La domanda che lei sta tentando di farmi mi è già stata fatta 4 o 5 volte e ho dato sempre la stesa risposta: non ho detto quelle parole a Spatuzza. In ogni caso - ha concluso - per le mie scelte non decide né Spatuzza né mio fratello Giuseppe". L’udienza fa parte del processo d’appello a carico del senatore Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Attesa per oggi la deposizione dei boss mafiosi Giuseppe e Filippo Graviano e del boss Cosimo Lo Nigro. L’aula della Corte d’Appello è particolarmente affollata da giornalisti, cameramen e fotografi. In aula anche l’imputato Marcello Dell’Utri.
"Se ci fosse stata una vendetta da consumare non avrei aspettato tanto... Non è che abito in un hotel". Così Filippo Graviano ha spiegato ai giudici come da parte sua non c’è mai stata l’intenzione di rivalersi su presunti torti subiti per promesse non mantenute. Deponendo sulle dichiarazioni rese dal pentito Gaspare Spatuzza, l’ex boss di Brancaccio ha sottolinenato come "nel ’94 quando sono stato arrestato nel ’94 era per una condanna a 4 mesi andata definitiva" poi "il 12 aprile ’94 tre gioni prima del fine pena sono stato raggiunto da altri avvisi di garanzia: se avessi dovuto consumare una vendetta non c’era motivo per aspettare".
"Non ho mai conosciuto il senatore Dell’Utri né direttamente né indirettamente e quindi non ho mai avuto rapporti con lui". Così il boss Filippo Graviano al termine della sua deposizione rispondendo a una domanda della Corte d’Appello di Palermo.
Dopo tocca al fratello Giuseppe, che si avvale della facoltà di non rispondere: "Il mio stato di salute non mi consente di rispondere in questo momento, quando sarò disponibile lo farò sapere alla signoria vostra". Così il boss Giuseppe Graviano davanti ai giudici di Palermo. Graviano ha spiegato di avere mandato un memoriale alla corte. La Corte ha però deciso di non leggere quella che definisce una "lettera".
Lo Nigro smentisce Spatuzza. "Non sono mai stato a Campofelice di Roccella e i Graviano li ho conosciuti solo in carcere". Lo ha detto il boss Cosimo Lo Nigro, che ha accettato di deporre al processo Dell’Utri. Lo Nigro ha smentito, dunque, quanto riferito dal pentito Spatuzza che ha raccontato di avere partecipato, alla fine del ’93, a un incontro con Giuseppe Graviano e Cosimo Lo Nigro nel corso del quale il capomafia di Brancaccio gli avrebbe detto che era necessario fare l’attentato contro i carabinieri allo Stadio Olimpico di Roma "così chi si deve dare una mossa, se la dà". Frase che il pentito interpretò come riferita a una trattativa in corso tra la mafia e una parte della politica che, proprio un nuovo eccidio, avrebbe dovuto accelerare.
Dell'Utri: "Graviano? S'è ravveduto" "A differenza dell’impressione che mi ha fatto Spatuzza, mi è parso di vedere dalle parole di Filippo Graviano il segno di un percorso di ravvedimento". Lo ha detto, in una pausa dell’udienza, Dell’Utri, dopo avere ascoltato le parole del capomafia Graviano che ha concluso la sua testimonianza negando di averlo mai conosciuto. "Quando sarò assolto non festeggerò, io la pena la sto già scontando, l’avete capito o no" chiude il senatore lasciando l'udienza.
Laconico il commento di Silvio Berlusconi da Bruxelles: "Si dimostra che siamo alle comiche". Il Premier ha espresso "sdegno" per le accuse del pentito Gaspare Spatuzza definendo il tutto una "operazione infame". Il presidente del Consiglio ha ragionato in questi termini nel corso del pranzo con gli eurodeputati al termine del vertice di Bruxelles, secondo quanto riferito da alcuni presenti.
Il Senatore Marcello Dell'Utri, commentando la prima parte dell'udienza in corso al Palazzo di Giustizia, si è sfogato affermando: "Stragi? Non c'entro. Sono stanco" "Mi volete dare o no questa sentenza? Altrimenti resto impiccato ai pregiudizi. È chiaro che, continuando così le cose, ho i nervi scoperti". "Sono stanco, per la prima volta sono veramente stanco. Dopo 15 anni di processo sono stanco e non ne posso più. Perchè non cercano i veri responsabili e mandanti delle stragi invece di pensare a me?". A chi gli chiedeva se lui sia convinto che vi siano dei mandanti esterni nelle stragi, Dell’Utri ha risposto: "Se c’è un effetto ci deve essere una causa per le stragi. Io non so se sono mandanti estranei, chiedo solo che si acclari la verità". Poi, alzando il tono della voce, Dell’Utri ha detto: "Ma che vengono a rompere le scatole a me?".
"Il Senatore dei pizzini non sono io" , ha aggiunto Marcello Dell’Utri parlando del "pizzino" inviato dal boss Bernardo Provenzano a Vito Ciancimino in cui si parlerebbe di un senatore. Secondo Massimo Ciancimino, figlio di don Vito, quel senatore sarebbe proprio Dell’Utri. "Queste cose - ha detto Dell’Utri - sono solo bombe e terrorismo". E sulle dichiarazioni di Massimo Ciancimino: "Non m’interessano. Avrà i suoi interessi".
"È scandaloso quanto detto ieri ad Annozero. Erano tutte cazzate. Le date relative all’arresto di Vittorio Mangano erano tutte sbagliate" ha anche detto Dell’Utri, riferendosi alla trasmissione andata in onda su Raidue in cui si è parlato anche del suo processo. "Il processo stava per finire quando ci hanno buttato dentro tutta questa spazzatura che fa solo perdere tempo. Perchè non si cercano i veri responsabili delle stragi?". "Io Vittorio Mangano l’ho conosciuto alla Bacigalupo: era una squadra di grande livello, è un’ingiustizia che non ci sia più. Ci giocava pure il procuratore nazionale Antimafia, Grasso. Fu allievo mio, Grasso mi conosce, sa chi sono. La realtà è che fanno di ogni erba un fascio e la sentenza di primo grado è scritta dalla Procura, sulla quale il Tribunale si è appiattito". Dell’Utri ha poi concluso sostenendo che "bombe e terrorismo con le chiacchiere si continuano a fare, spero che siccome non c’è niente, alla fine il niente verrà fuori".
La Corte d’appello di Palermo, che processa Dell’Utri per concorso in associazione mafiosa, si è riservata di decidere sull’ammissione della deposizione del pentito Salvatore Grigoli (il killer di don Puglisi), le cui dichiarazioni sono state depositate agli atti del dibattimento dal Pg. Il collegio scioglierà la riserva alla prossima udienza fissata per venerdì 18. Il collaboratore dovrebbe riscontrare le rivelazioni del pentito Spatuzza su un incontro, avvenuto tra lo stesso Spatuzza e Giuseppe Graviano, nel gennaio del 1994, al bar Doney a Roma. In quell’occasione il capomafia di Brancaccio avrebbe detto al pentito che, grazie a Dell’Utri e Berlusconi, Cosa nostra "aveva il Paese in mano". Grigoli ha già confermato ai pm di Firenze di avere accompagnato Spatuzza all’appuntamento, ma ha precisato di non avere partecipato al colloquio tra i due mafiosi. All’udienza di oggi, in cui hanno deposto i boss Filippo Graviano e Cosimo Lo Nigro - mentre Giuseppe Graviano si è avvalso della facoltà di non rispondere -, il Pg Nino Gatto ha depositato i verbali riassuntivi della collaborazione con la giustizia di Spatuzza predisposti dalle Procure di Firenze e Caltanissetta.

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