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domenica 13 dicembre 2009

Il Premier Berlusconi ferito al volto a Milano

Berlusconi a Emilio Fede: "Mi sento miracolato"
Maroni: "Provato, ma sereno". Prognosi: 20 giorni
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Silvio Berlusconi colpito da un oggetto, probabilmente una miniatura del Duomo, dopo il comizio a Milano. Fermato, e successivamente arrestato, l'autore del gesto. Dopo l'aggressione subita al termine del comizio alla manifestazione del PdL, Berlusconi è stato portato all'Ospedale San Raffaele.
Sono stati interamente ripercorsi, durante l'interrogatorio in Questura, i momenti dell'aggressione al Premier Silvio Berlusconi ad opera di Massimo Tartaglia, il quarantenne con problemi psicologici che è stato dichiarato in stato di arresto. Dalle prime notizie sulla ricostruzione è emerso che Tartaglia si trovava dietro le transenne, un paio di file indietro rispetto alla gente che si accalcava per salutare il presidente del Consiglio. Quando Berlusconi, circondato dalla scorta, si è avvicinato, in particolare a un sostenitore con una bandiera di Forza Italia per stringergli la mano, da dietro la gente è saltato fuori Tartaglia, che si è praticamente inerpicato sulle spalle di quelli che aveva davanti e lanciato il souvenir che ha colpito il premier tra il naso e il labbro. Al momento del lancio, grazie al suo salto, Tartaglia si è trovato quasi faccia a faccia con Berlusconi anche se a una distanza di due-tre metri. Immediatamente dopo è stato bloccato da un uomo della scorta del presidente del Consiglio e da due agenti in borghese del Commissariato Centro, immobilizzato e portato via a forza tra i molti sostenitori di Berlusconi che volevano aggredirlo.
IL RACCONTO DI UN TESTIMONE
Era al fianco di Silvio Berlusconi quando il Premier è stato colpito da un oggetto scagliato da un aggressore al termine del comizio a Milano, Gabriele Cartasegna, dirigente del movimento giovanile del PdL Giovane Italia. "Ero al suo fianco - ha raccontato - e ho visto un uomo che, senza dire nulla, da dietro le transenne gli ha scagliato contro, da vicinissimo, un souvenir del Duomo di Milano. Non so se l'oggetto fosse di pietra o ferro". L'oggetto, poi recuperato dalle forze dell'ordine, ha colpito il presidente del Consiglio "sul naso e la bocca - ha spiegato il giovane - nella parte destra del volto. Ha iniziato a perdere molto sangue". L'aggressore, Massimo Tartaglia, "non ha detto nulla, né prima, né dopo - ha aggiunto Cartasegna - E' stato immediatamente aggredito verbalmente dalla folla e placcato dagli agenti della scorta e dalle forze dell'ordine".
MASSIMO TARTAGLIA, ARRESTATO
Si chiama Massimo Tartaglia ed ha 42 anni l'uomo che ha ferito il Premier Silvio Berlusconi dopo il comizio in Piazza Duomo. Come precedenti risulta alla polizia solo il ritiro della patente per motivi di viabilità. Dopo il fatto è stato portato via dalla polizia, che lo ha sottratto alla rabbia della gente, senza profferire parola. Tartaglia risulta sconosciuto alla Digos. Risiede nell'hinterland milanese. L'uomo è in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano. Lo si apprende da fonti investigative. Tartaglia è stato formalmente arrestato durante l'interrogatorio tenuto in questura dal procuratore aggiunto Armando Spataro. Le accuse sono di lesioni pluriaggravate dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e dalla premeditazione. Tartaglia, infatti, aveva in tasca un altro souvenir, un piccolo crocifisso, ma soprattutto una bomboletta di spray urticante al peperoncino.
Secondo quanto risulta in Questura, Massimo Tartaglia non sarebbe legato a nessuna organizzazione antagonista conosciuta. La dinamica dei fatti, peraltro, agli investigatori appare al momento più vicina ad un gesto isolato che ad un tentativo di aggressione organizzato. L'uomo si trova in questura, sentito dai funzionari della Digos che hanno contemporaneamente avviato una perquisizione nella sua abitazione a Cesano Boscone (Milano).
Massimo Tartaglia lavora come grafico nella ditta del padre e, secondo quanto si e' appreso, conduce una vita sociale normale. E' stato lui stesso a dire agli investigatori, che lo sentivano in questura, di essere in cura al Policlinico. Ora l'interrogatorio dovrebbe essere condotto direttamente dal procuratore aggiunto Armando Spataro capo del pool antiterrorismo.
"Io, mio figlio, la mia famiglia, abbiamo sempre votato Pd, ma nessuno di noi ha mai avuto odio per Berlusconi". Così ha detto Alessandro Tartaglia, il padre di Massimo, ai cronisti che gli hanno rivolto alcune domande attraverso il citofono. Massimo Tartaglia vive infatti ancora con i genitori in una elegante palazzina nel centro di Cesano Boscone. Il padre ha accettato di parlare brevemente, dopo che carabinieri e digos hanno terminato la perquisizione in casa. "Massimo è una psicolabile, ma non ha mai fatto del male a nessuno - ha mormorato il padre sconvolto - Anzi lui non ha mai fatto neppure politica attiva, è un volontario del Wwf". Alessandro Tartaglia ha raccontato che il figlio è uscito da casa stamattina verso le 11. "Ciao a tutti - ha salutato i genitori - vado a trovare un amica non so quando torno". In casa nessuno ha sospettato nulla. "Se avessi saputo cosa sarebbe accaduto avrei provato a farlo desistere - ha detto il padre - Penso che questo episodio sia maturato dal clima negativo che sta montando in Italia". "In casa nostra abbiamo sempre commentato quello che succede in politica - ha detto ancora Alessandro Tartaglia - ma nessuno, e tanto meno mio figlio, ha mai mostrato un'esasperazione particolare".
ESEGUITA TAC, LA PRIMA DIAGNOSI
Perdita copiosa di sangue con lesione lacero-contusa interna ed esterna e due denti lesi, di cui uno superiore fratturato. E' questa la prima diagnosi, che, secondo fonti mediche, è stata fatta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all'ospedale san Raffaele dopo l'aggressione subita al termine del comizio di Milano. Le stesse fonti riferiscono che il premier, rimasto sempre cosciente, è stato sottoposto ad una tac precauzionale e per decisione dei medici sarà tenuto sotto osservazione per 24 ore. Secondo quanto hanno riferito agenti della polizia di stato davanti al pronto soccorso del San Raffaele, il premier è stato portato all'interno sdraiato su una barella. "Berlusconi aveva - hanno riferito i testimoni - una borsa di ghiaccio sul volto ed appariva cosciente".
Il premier ha una prognosi di 20 giorni, secondo quanto riferito dal primario del reparto di anestesia e rianimazione del San Raffele, Alberto Zangrillo. Zangrillo è il medico di fiducia del presidente ed era con lui al momento dell'aggressione. Il premier secondo quanto emerso da una tac, ha riportato anche una frattura del setto nasale, oltre ad una ferita lacero-contusa che ha richiesto punti di sutura al labbro inferiore. "E' molto scosso, abbattuto e dispiaciuto", ha detto il primario.
"Il Presidente è apparso ai medici che lo hanno in cura scosso e abbattuto ma sta reagendo con la sua solita tempra". Lo fa sapere dell'ospedale San Raffaele, Paolo Klun, il direttore della comunicazione della Fondazione San Raffaele-Monte Tabor. "Il Presidente del Consiglio - è stato spiegato - ha subito un trauma contusivo importante al massiccio facciale con una ferita interna ed esterna al labbro superiore. Due denti, uno dei quali in modo serio, sono fratturati". "Il prof. Alberto Zangrillo - continuano dall'ospedale - ha ritenuto opportuno effettuare una tac al presidente che ha evidenziato una infrazione dell'elemento osseo del setto nasale (piccola frattura al naso, ndr). Questo ha portato i sanitari del San Raffaele a trattenere cautelativamente il presidente per la notte. La prognosi è di 20 giorni". "Il Presidente - hanno concluso dal San Raffaele - è apparso ai medici che lo hanno in cura scosso e abbattuto ma sta reagendo con la sua solita tempra". Silvio Berlusconi è ricoverato in una stanza nel reparto solventi che si trova al settimo piano della struttura.
Il Premier Berlusconi non avrà bisogno di nessuna operazione ma sarà trattenuto in ospedale per almeno 48 ore. Lo ha detto il medico personale del premier Alberto Zangrillo, che è anche primario di anestesia e rianimazione all'ospedale San Raffaele, dove il presidente del Consiglio è ricoverato. "Dal punto di vista clinico - ha spiegato il medico - è tutto tranquillo, ma sarà necessario un periodo di osservazione di uno o due giorni". Il Premier, ha proseguito il medico, non ha perso mai conoscenza e non è stato sedato. Dal punto di vista psicologico, ha detto ancora Zangrillo, "mi è parso molto affrancato dall'affetto che l'ha circondato. Lui stesso ha rincuorato i figli che erano molto preoccupati". "Adesso è tranquillo - ha concluso il primario - ma è senz'altro molto amareggiato per quello che è successo".
LE VISITE IN OSPEDALE DI PARENTI E AMICI
Le visite in ospedale: i suoi figli, Marina accompagnata dal marito, Piersilvio, Barbara con il compagno ed Eleonora. E ancora Adriano Galliani, Emilio Fede, il ministro dell'Interno Roberto Maroni, quello del Turismo, Vittoria Brambilla e quello della Cultura Sandro Bondi, il sottosegretario Paolo Bonaiuti e il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà. Insomma, oltre ai suoi figli, un via vai di amici e politici a lui molto legati per esprimergli il calore del loro affetto e la loro solidarietà.
PREMIER A FEDE, SONO MIRACOLATO
"Sono miracolato": così ha detto Silvio Berlusconi al direttore del Tg4 Emilio Fede che lo è andato a trovare all'ospedale. "Mi ha detto di sentirsi miracolato - dice Fede - perché un centimetro più su e avrebbe perso l'occhio. Naturalmente è dolorante, gli sono stati somministrati analgesici e non credo proprio - sottolinea Fede - che si tratterà di una cosa di sole 24 ore perché ha la frattura del setto nasale, due denti fratturati, ferite alle labbra". Ma, riferisce il direttore del Tg4 il premier si è detto soprattutto "preoccupato perché c'é una eccessiva atmosfera di violenza. Non è spaventato - precisa Fede - ma preoccupato. Faccio questo mestiere da cinquant'anni ma una cosa del genere, con un capo del governo fatto oggetto di un'aggressione non l'avevo mai vista". Poi l'affondo di Fede sui nemici politici: "D'altra parte - dice Fede - se ecciti alla violenza le piazze... e naturalmente faccio riferimento a Di Pietro mi chiedo come faccia a dire quello che ha detto oggi". Secondo Fede si tratta di un "atto di delinquenza che dovrebbe far riflettere tutti quelli, politici e giornalisti, che a vario titolo hanno fatto certi interventi. Credo che bisognerebbe smetterla e spero che dal male possa magari nascere qualcosa di positivo cioé un rapporto più civile all'interno del confronto politico".
MARONI, E' PROVATO MA SERENO
"L'ho trovato fisicamente provato ma sereno. Certo la botta è stata seria": lo ha detto all'ANSA il ministro dell'Interno Roberto Maroni che era in visita al Premier all'Ospedale San Raffaele. (Ansa)
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Berlusconi aggredito a Milano
Identificato e arrestato contestatore
Paura per il premier Silvio Berlusconi, colpito al viso da un manifestante dopo un comizio in piazza Duomo a Milano. Berlusconi, colpito da un souvenir a forma di Duomo, ha subito una frattura del setto nasale. E' stato ricoverato all'ospedale San Raffaele per le medicazioni. Arrestato l'autore dell'aggressione per lesioni e premeditazione: si chiama Massimo Tartaglia e ha 42 anni. In tasca aveva altri oggetti.
Sotto osservazione per 48 ore
Berlusconi non avrà bisogno di nessuna operazione ma sarà trattenuto in ospedale per almeno 48 ore. Lo ha detto il medico personale del premier Alberto Zangrillo, che è anche primario di anestesia e rianimazione all'ospedale San Raffaele, dove il Presidente del Consiglio è ricoverato. "Il premier - ha proseguito il medico - non ha perso mai conoscenza e non è stato sedato. E' molto amareggiato per quello che è successo".
Le dinamiche dell'aggressione
Tartaglia si trovava dietro le transenne, un paio di file indietro rispetto alla gente che si accalcava per salutare il presidente del Consiglio. Quando Berlusconi, circondato dalla scorta, si è avvicinato, in particolare a un sostenitore con una bandiera di Forza Italia per stringergli la mano, da dietro la gente è saltato fuori Tartaglia, che si è praticamente inerpicato sulle spalle di quelli che aveva davanti e lanciato il souvenir che ha colpito il premier tra il naso e il labbro. Al momento del lancio, grazie al suo salto, Tartaglia si è trovato quasi faccia a faccia con Berlusconi anche se a una distanza di due-tre metri. Immediatamente dopo è stato bloccato da un uomo della scorta del presidente del Consiglio e da due agenti in borghese, immobilizzato e portato via a forza tra i molti sostenitori di Berlusconi che volevano aggredirlo.
Berlusconi: "Sono un miracolato"
"Sono miracolato". Così ha detto Silvio Berlusconi al direttore del Tg4 Emilio Fede che lo è andato a trovare all'ospedale. "Mi ha detto di sentirsi miracolato - dice Fede - perché un centimetro più su e avrebbe perso l'occhio. Naturalmente è dolorante, gli sono stati somministrati analgesici e non credo proprio - sottolinea Fede - che si tratterà di una cosa di sole 24 ore perché ha la frattura del setto nasale, due denti fratturati, ferite alle labbra". Ma, riferisce il direttore del Tg4, il premier si è detto soprattutto "preoccupato perché c'è una eccessiva atmosfera di violenza. Non è spaventato - precisa Fede - ma preoccupato".
Bollettino medico alle 12
Il bollettino medico sulle condizioni del premier sarà comunicato alla stampa alle 12. Lo ha reso noto la direzione sanitaria dell'ospedale San Raffaele, dove è ricoverato il presidente del Consiglio.
"Gesto isolato"
Il 42enne è in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano. Tartaglia non sarebbe legato a nessuna organizzazione antagonista conosciuta. In base alla dinamica dei fatti gli investigatori ipotizzano più un gesto isolato che un tentativo di aggressione organizzato. L'uomo lavora come grafico nella ditta del padre e, secondo quanto si è appreso, conduce una vita sociale normale. E' stato lui stesso a dire agli investigatori di essere in cura al Policlinico.
Magistrato: "Era un gesto premeditato"
Tartaglia è stato formalmente arrestato durante l'interrogatorio tenuto in questura. Le accuse sono di lesioni pluriaggravate dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa e dalla premeditazione. L'uomo, infatti, aveva in tasca un altro souvenir, un piccolo crocifisso, e una bomboletta di spray urticante al peperoncino.
La gente sotto shock
I testimoni dell'aggressione dicono tutti di essere scioccati. Il premier stava, infatti, salutando alcuni dei simpatizzanti dando loro la mano quando lo hanno visto accasciarsi.
"Prognosi di 20 giorni"
E' di circa 20 giorni la prognosi per il premier. A spiegarlo è stato il primario dell'ospedale San Raffaele Alberto Zangrillo. Il presidente del consiglio ha riportato un "importante" trauma contusivo maxillo facciale, contusioni interne ed esterne al labbro e una frattura del setto nasale. Gli sono saltate anche le otturazioni di due denti.
Figli in ospedale
I figli del Premier, Piersilvio, Barbara ed Eleonora, hanno visitato il padre all'ospedale San Raffaele dove è ricoverato per l'aggressione subita in piazza Duomo.
Padre aggressore: "Votiamo Pd ma nessun odio"
"Io, mio figlio, la mia famiglia, abbiamo sempre votato Pd, ma nessuno di noi ha mai avuto odio per Berlusconi". Così Alessandro Tartaglia, il padre di Massimo, ai cronisti che gli hanno rivolto alcune domande attraverso il citofono. Massimo Tartaglia vive infatti ancora con i genitori in una elegante palazzina nel centro di Cesano Boscone. Il padre ha accettato di parlare brevemente, dopo che carabinieri e digos hanno terminato la perquisizione in casa. "Massimo è una persona psicolabile, ma non ha mai fatto del male a nessuno - ha mormorato il padre sconvolto - Anzi lui non ha mai fatto neppure politica attiva, è un volontario del Wwf". Alessandro Tartaglia ha raccontato che il figlio è uscito da casa verso le 11. "Ciao a tutti - ha salutato i genitori - vado a trovare un amica non so quando torno". In casa nessuno ha sospettato nulla. "Se avessi saputo cosa sarebbe accaduto avrei provato a farlo desistere - ha detto il padre - Penso che questo episodio sia maturato dal clima negativo che sta montando in Italia". "In casa nostra abbiamo sempre commentato quello che succede in politica - ha detto ancora Alessandro Tartaglia - ma nessuno, e tanto meno mio figlio, ha mai mostrato un'esasperazione particolare". (Tg-Com)

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