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lunedì 11 gennaio 2010

Giustizia, il Pdl accelera: Processo breve subito

Silvio Berlusconi ritorna ufficialmente all'attività politica, partecipando ad un incontro tenutosi a Palazzo Grazioli a Roma. Vertice del PdL: Via libera a processo breve e legittimo impedimento. Alfano: "Poi riforma costituzionale della giustizia e delle forme di Stato e di Governo". Berlusconi: "Leggi ad libertatem". Nell'incontro con Napolitano: "Tutto bene".
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Via libera del Premier Silvio Berlusconi al maxi-emendamento sul processo breve per venire incontro alle richieste dell’opposizione e alla legge ordinaria sul legittimo impedimento. Questo l’orientamento emerso nel corso della riunione di maggioranza che è tutt’ora in corso a Palazzo Grazioli. Sul maxi-emendamento sta lavorando il relatore Giuseppe Valentino proprio per riscrivere il provvedimento sul processo breve che sarà in Aula da domani a Palazzo Madama. Poi il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, rilancia: "Avvieremo immediatamente incontri all’interno della coalizione di maggioranza per definire anche il testo base sulla riforme riguardanti le forme di Stato e di Governo".
Verso la riforma costituzionale
Accelerare i tempi della riforma costituzionale della giustizia e, parallelamente, proseguire l’iter delle leggi ordinarie del processo breve e del legittimo impedimento. È il programma delineato dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, al termine del vertice di maggioranza, con il premier Berlusconi a Palazzo Grazioli. "L’incontro è andato molto bene, abbiamo verificato ancora una volta la coesione della coalizione: andiamo avanti in tempi rapidi con la riforma costituzionale della giustizia da sottoporre al confronto in Parlamento e nel frattempo proseguirà l’iter - ha spiegato Alfano - dei ddl calendarizzati in Parlamento ovvero i tempi certi per i processi e il legittimo impedimento che per noi significa diritto di governare. Non sono leggi ad personam". Dunque ora la maggioranza e il governo "lavoreranno a un testo di riforma costituzionale della giustizia da sottoporre al parlamento" e in quella sede si verificherà la possibilità di un confronto con l’opposizione.
Cambia il processo breve
Il ddl sul processo breve deve valere da subito anche per i processi in corso di primo grado, ma non per tutti: solo per quello puniti con meno di 10 anni di pena e relativi a reati coperti da indulto, vale a dire commessi fino al 2 maggio 2006. È quanto prevede una delle modifiche al ddl sul processo breve che il relatore del testo, Valentino, presenterà in serata sottoforma di maxiemendamento. Il giudice dovrà dichiarare estinito il processo se sono trascorsi più di due anni dal momento in cui il pm ha chiesto il rinvio a giudizio senza che si sia arrivati a una sentenza di primo grado, oppure 2 anni e 3 mesi nei casi di nuove contestazioni.
Legittimo impedimento "a termine"
Resterà in vigore 18 mesi, da quando sarà approvata, la legge sul legittimo impedimento all’esame della commissione Giustizia della Camera. Entro quella scadenza, dovrà essere approvata un legge costituzionale che disciplini in modo organico le prerogative del presidente del Consiglio e dei ministri. A stabilirlo è lo stesso testo unificato predisposto dal relatore Enrico Costa e adottato dalla commissione, sul quale oggi sono stati presentati 170 emendamenti. Il progetto di legge, di due soli articoli, chiarisce che le misure servono a "consentire" al presidente del Consiglio e ai ministri "il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione". E le norme si applicano "anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado". In pratica, si legge nel secondo sette commi del primo articolo, il premier non potrà partecipare alle udienze quando impegnato in funzioni istituzionali e in visite all’estero, ma anche nelle "attività preparatorie e consequenziali". Di fatto, si chiarisce, costituisce legittimo impedimento "ogni attività comunque connessa alle funzioni di governo". Impossibilitati a presentarsi al giudici saranno anche i ministri in virtù delle attività "previste dalle leggi e dai regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni". In tutti questi casi, "il giudice, su richiesta di parte, rinvia il processo ad altra udienza". E se si attesta che "l’impedimento è continuativo in relazione alle funzione i svolte", viene accordato un rinvio di sei mesi al massimo, ma ovviamente rinnovabile.
Il Pd boccia il legittimo impedimento
"Sono settanta gli emendamenti presentati dal gruppo parlamentare del Pd al testo base sul legittimo impedimento". La capogruppo democratica in commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, fa sapere di essere "contraria a una proposta che trasforma l’istituto del legittimo impedimento in un’immunità mascherata che, di rinvio in rinvio, può addirittura divenire permanente". "Sarebbe questa la prima mossa del 'partito dell’amore'? - chiede Pier Luigi Bersani - andando avanti a testa bassa sui suoi provvedimenti il governo sa bene che mette a repentaglio una discussione di sistema sulle riforme istituzionali, ivi compreso il rapporto tra Parlamento e magistratura". "Non bastano i giochi di parole o le finte benevolenze verso l’opposizione a nascondere la realtà dei fatti - conclude il leader democratico - la nostra disponibilità è quella dichiarata più volte: si sospendano i provvedimenti che governo e maggioranza hanno annunciato e si discuta subito dell’ammodernamento del nostro sistema".
Il vertice a Palazzo Grazioli
Dopo aver detto di sentirsi "indignato" quando ascolta l’opposizione parlare di leggi ad personam in tema di giustizia, Berlusconi non ha confermato né smentito che la strada dell’immunità parlamentare possa essere quella giusta per uscire dall’impasse. Ai cronisti che al suo rientro a Palazzo Grazioli gli chiedono infatti se l’immunità possa essere una strada per uscire dall’attuale situazione, il presidente del Consiglio si è limitato a dire: "Non lo so, pensiamo adesso a fare le cose di cui c’è bisogno come le riforme a cui ho lavorato e stiamo lavorando".
Incontro con Napolitano
"Tutto bene. Abbiamo parlato dell’attività di governo dei prossimi mesi e delle cose da fare". Lo ha detto il premier che, al termine del suo incontro durato circa un’ora con il presidente della Repubblica Napolitano, si è recato per qualche minuto in un negozio vicino alla sua residenza romana di Palazzo Grazioli. (Il Giornale)

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