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BUONA PASQUA 2017 AMICI DI "FUORIPAESE" ... !!!

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venerdì 30 aprile 2010

La settimana calcistica - 25 Aprile 2010

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SERIE A – RISULTATI 35ª GIORNATA
Bologna - Parma 2-1
Fiorentina - Chievo 0-2
Genoa - Lazio 1-2
Inter - Atalanta 3-1
Juventus - Bari 3-0
Livorno - Catania 3-1
Napoli - Cagliari 0-0
Palermo - Milan 3-1
Roma - Sampdoria 1-2
Udinese - Siena 4-1

CLASSIFICA SERIE A
Inter 73
Roma 71
Milan 64
Sampdoria 60
Palermo 58
Juventus 54
Napoli 53
Genoa 48
Fiorentina 46
Parma 46
Chievo 44
Bari 43
Cagliari 42
Udinese 42
Catania 40
Lazio 40
Bologna 39
Atalanta 34
Siena 30
Livorno 29

CLASSIFICA MARCATORI SERIE A
Di Natale Antonio (Udinese) 25 Reti
Milito Diego (Inter) 20 Reti
Miccoli Fabrizio (Palermo) 17 Reti
Pazzini Giancarlo (Sampdoria) 17 Reti
Gilardino Alberto (Fiorentina) 15 Reti
Borriello Marco (Milan) 14 Reti
Matri Alessandro (Cagliari) 13 Reti
Vucinic Mirko (Roma) 13 Reti
Barreto Paulo Vitor (Bari) 12 Reti
Eto'o Samuel Fils (Inter) 12 Reti
Hamsik Marek (Napoli) 12 Reti
Maccarone Massimo (Siena) 12 Reti
Pato Alexandre (Milan) 12 Reti
Di Vaio Marco (Bologna) 11 Reti
Floccari Sergio (Lazio) 11 Reti
Tiribocchi Simone (Atalanta) 11 Reti
Totti Francesco (Roma) 11 Reti
Adailton Martins (Bologna) 10 Reti
Cavani Edinson (Palermo) 10 Reti
Pellisier Sergio (Chievo 10 Reti

LA MARCIA VERSO LO SCUDETTO

INTER
Lazio - Inter (02 Maggio)
Inter - Chievo (09 Maggio)
Siena - Inter (16 Maggio)

ROMA
Parma - Roma (02 Maggio)
Roma - Cagliari (09 Maggio)
Chievo - Roma (16 Maggio)

SERIE B RISULTATI 37ª GIORNATA
Albinoleffe - Frosinone 4-1
Ascoli - Piacenza 1-1
Brescia - Reggina 0-0
Cesena - Empoli 2-3
Cittadella - Mantova 6-0
Crotone - Torino 1-0
Gallipoli - Salernitana 3-2
Grosseto - Lecce 0-3
Sassuolo - Ancona 1-0
Triestina - Modena 1-1
Vicenza - Padova 0-0

CLASSIFICA SERIE B
Lecce 67
Sassuolo 61
Brescia 60
Cittadella 60
Cesena 59
Grosseto 57
Empoli 55
Torino 55
Crotone 53
Ascoli 51
Ancona 50
Albinoleffe 49
Modena 47
Piacenza 47
Reggina 47
Vicenza 45
Frosinone 43
Triestina 43
Mantova 41
Padova 41
Gallipoli 40
Salernitana 17

venerdì 23 aprile 2010

Direzione Nazionale del PdL: Il documento finale

Solo 13 votano contro il testo proposto da Berlusconi
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La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà sottolinea la vittoria del Centrodestra nelle recenti elezioni regionali e amministrative, con un risultato storico: oggi 40 milioni di italiani sono governati a livello regionale dal Centrodestra, contro i 18 milioni amministrati dal centrosinistra.

Il Centrodestra si è confermato maggioranza nel Paese in modo inequivocabile e il Popolo della Libertà si è riaffermato come la prima grande forza politica nazionale: questo è vero al Nord dove il Popolo della Libertà ha agito in alleanza ma anche in competizione positiva con la Lega; ed è vero nel Centro-sud, dove ha dimostrato di possedere un forte radicamento territoriale.

Tutto ciò rende paradossali alcuni aspetti della polemica interna sviluppatasi in questi giorni: tensioni all’interno delle grandi forze politiche possono manifestarsi, ma è incomprensibile che vengano provocate all’indomani di una grande vittoria, dopo due anni di successi in tutte le consultazioni elettorali e dopo due anni di grandi risultati dell’azione di governo certificati dal costante consenso dei cittadini, unico caso in Europa, durante un periodo di grave crisi economica in contro tendenza rispetto alla sfiducia che ha colpito tutti gli altri governi.

Anche il confronto che si è svolto durante i lavori della Direzione ha rivelato come certe polemiche pubbliche fossero pretestuose e comunque non commisurate ad un dibattito responsabile e costruttivo.

Nei prossimi tre anni il governo, la maggioranza e il Popolo della Libertà completeranno la realizzazione del programma che ci impegna principalmente

1. a ridurre e a razionalizzare la spesa pubblica,

2. a realizzare una riforma del sistema fiscale con l’obiettivo di ridurre le tasse, compatibilmente con i vincoli di bilancio,

3. a sostenere le famiglie, il lavoro, le imprese,

4. a proseguire nella riforma e nella digitalizzazione della Pubblica amministrazione,

5. a realizzare un Piano per il Sud,

6. ad ammodernare e potenziare il sistema delle grandi infrastrutture,

7. a realizzare una riforma organica del sistema giudiziario,

8. a realizzare le riforme istituzionali, ivi compresa la modifica dei regolamenti parlamentari,

9. a proseguire nella lotta alla criminalità organizzata che ha già prodotto risultati mai raggiunti nella storia della Repubblica.

Siamo convinti che una forte ed autorevole leadership, quale quella assicurata dal Presidente Berlusconi, garantirà il raggiungimento di tutti questi obiettivi. La leadership forte è ormai un tratto caratteristico dei moderni sistemi politici e gli italiani certo non rimpiangono le leadership deboli e i governi instabili del passato. Del resto i risultati elettorali ne sono una conferma e la stabilità rafforza altresì il prestigio internazionale dell’Italia.

Una leadership forte non significa affatto rinunciare al dibattito libero e democratico che è anzi previsto dallo Statuto ed è testimoniato sia dalle innumerevoli iniziative politiche e culturali, dal grado di libertà che connota il dibattito interno nelle sedi delegate e nelle riunioni dei gruppi parlamentari, sia dall’esistenza di fondazioni, riviste, centri di riflessione e di elaborazione. Tutte le scelte politiche, anche quelle che hanno riguardato le candidature per le elezioni regionali e l’alleanza con altre formazioni politiche, sono state compiute dall’Ufficio di Presidenza attraverso un dibattito dei suoi trentasette componenti aperto e libero.

In un grande partito democratico si deve poter discutere di tutto, ma a due condizioni: che non si contraddica il programma elettorale votato dagli elettori e che, una volta assunta una decisione negli organi deputati, tutti si adeguino al risultato del voto.

Il Popolo della Libertà non può contravvenire ai principi di quella democrazia degli elettori che ha fortemente voluto e che impone che il patto stipulato con i cittadini al momento del voto sul programma sia vincolante. Rispetto a quel patto non sono possibili deroghe: come è stato ribadito anche a piazza San Giovanni lo scorso 20 marzo dal Popolo della Libertà.

Così come non sono possibili deroghe rispetto alla nostra Carta dei Valori che è la stessa della grande famiglia del Partito Popolare Europeo e che enuncia i nostri valori fondamentali che sono: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà.

I temi che non rientrano nel programma elettorale e di governo possono essere invece oggetto di dibattito e di discussione nell’ambito degli organismi statutari. Non vi è nulla di negativo se in quella sede emergono opinioni diverse. Purché sia chiaro a tutti che il principio della democraticità del dibattito non esonera dalla responsabilità di assumere decisioni finali. E che una volta che tali decisioni siano state assunte, all’unanimità o a maggioranza, esse acquistano carattere vincolante per chiunque faccia parte del PdL, sia che le abbia condivise, sia che si sia espresso in dissenso.

In tal senso questa Direzione Nazionale dà mandato al Presidente e ai Coordinatori di assumere ogni iniziativa utile ad assicurare la realizzazione del programma e delle decisioni assunte dagli organi statutari, stabilendo il rispetto delle decisioni votate democraticamente.

Quando gli italiani che amano la libertà, che vogliono restare liberi, che non si riconoscono nella sinistra, si riunirono sotto un solo simbolo e una sola bandiera, scelsero che su quel simbolo e su quella bandiera ci fosse scritto “Popolo della Libertà” e non “Partito della libertà”. Il riferimento al “popolo” deve quindi essere un principio costante dell’azione politica del Popolo della Libertà che deve sempre più radicarsi sul territorio e incardinarsi nella storia d’Italia. Non siamo un vecchio partito. Non vogliamo dividere ma unire. Siamo al servizio del popolo italiano e del suo bene comune. Le ambizioni dei singoli non possono prevalere sull’obiettivo di servire il popolo italiano.Del pari le “correnti” o “componenti” negano la natura stessa del Popolo della Libertà ponendosi in contraddizione con il suo programma stipulato con gli elettori e con chi è stato dagli stessi elettori designato a realizzarlo attraverso il governo della Repubblica.

La Direzione Nazionale del Popolo della Libertà approva quindi le conclusioni politiche del Presidente Silvio Berlusconi e gli conferma il proprio pieno sostegno e la propria profonda gratitudine.

giovedì 22 aprile 2010

Gianfranco Fini: Contrordine, non ce ne andiamo

Tremaglia, Di Biagio e Angeli fra i finiani
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I finiani, riuniti nella sala Tatarella della Camera hanno firmato uno a uno il documento che si riconosce in Gianfranco Fini come rappresentante della componente interna al PdL. Nel documento si spiega che viene data fiducia a Fini per esporre i temi avanzati in questi giorni alla direzione nazionale del partito. 36 deputati e 14 senatori, hanno firmato il documento. Fra questi l'On. Mirko Tremaglia, l'On. Aldo Di Biagio, responsabile del settore italiani nel mondo del partito, e l'On. Giuseppe Angeli, eletto in Sud America. Ma in 76 scrivono un contro Documento degli ex di An contrari alla proposta politica di Fini: 42 deputati e 33 senatori, oltre al Sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Tra i firmatari Maurizio Gasparri Ignazio La Russa, Altero Matteoli e Giorgia Meloni. "Siamo fermamente convinti - scrivono gli anti-finiani - che il PdL rappresenti una scelta giusta e irreversibile. Vogliamo contribuire ulteriormente a rafforzare il PdL, restando all’interno del Partito. L’unità del PdL, il bipolarismo, il rafforzamento della democrazia interna, i valori della destra, la modernizzazione dell’Italia attraverso una forte agenda di riforme, sono obiettivi e contenuti che quanti provengono dall’esperienza di An, decisiva per l’affermazione del centrodestra e per la nascita del PdL, ritengono prioritarie ed essenziali". E Berlusconi riunisce i coordinatori. Immediata contromossa del Premier in vista della direzione del PdL di giovedì. Iniziato a palazzo Grazioli il vertice tra Silvio Berlusconi i vertici del PdL e lo stato maggiore leghista. "Non credo che sia una cosa che si può ipotizzare, non ha alcun senso". Così uno dei partecipanti al vertice PdL-Lega a palazzo Grazioli riassume il giudizio dato "dai più" sull’ipotesi che Fini formi una corrente nel PdL. "Le richieste dei finiani sembrano abbastanza confuse e annacquate in un documento che non pare straordinario". All’osservazione dei cronisti che facevano notare come non si potesse impedire la costituzione di una corrente, la stessa fonte replica: "Non gli si può impedire nulla, neanche di andarsene...". E alla domanda se Berlusconi avesse personalmente espresso un proprio giudizio, la risposta della fonte è stata negativa. La posizione del premier è quella di "wait and see" in attesa della direzione di giovedì. Tensione tra i finiani Farefuturo proclama che "disobbedire è morale". Ma tra i finiani, sull'orlo della "scissione morbida" all'interno del Pdl, ci sono parecchie divergenze di vedute. Roberto Menia che accusa platealmente Italo Bocchino in Transatlantico, Amedeo Laboccetta che rilascia dichiarazioni di fuoco sempre contro il vicepresidente dei deputati PdL: il clima tra i finiani, a pochi minuti dalla riunione in sala Tatarella, non è proprio quello di una rimpatriata tra vecchi amici. (L'Italiano)
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PdL, in direzione il duello con Fini
Berlusconi: "Correnti sono metastasi"
Silvio Berlusconi replica deciso alla "fronda" di Gianfranco Fini: definisce "metastasi" le correnti e se il cofondatore del Pdl decidesse per lo strappo, se cioè si arrivasse a una scissione governo andrebbe avanti lo stesso. Nussuno spazio per l'ipotesi di strategie del lororamento da qui alla fine della legislatura. La replica del premier alla terza carica dello stato arriva in serata a margine della cerimonia per il 62/o anniversario della nascita dello Stato di Israele dove è presente anche Fini (tra i due c'è una stretta di mano), che però va via prima che Berlusconi si conceda alle domande dei cronisti.
Tutti presenti alla Direzione del PdL. Il tam tam si è diffuso nel pomeriggio tra i parlamentari del PdL di Camera e Senato: in Direzione nazionale bisogna essere tutti presenti perché c’è la possibilità che si votino dei documenti. Nel corso dell’incontro a Palazzo Grazioli con i vertici del PdL, è stato proprio Berlusconi a spiegare che proporrà un documento in cui si specifichi che le regole interne vanno rispettate. Tradotto: quando la maggioranza decide, la minoranza si adegua. "Non sono io ad aver posto dei problemi e dunque non sono io a dover dare risposte - ha detto il premier - semmai è Fini che ha sollevato delle questioni, io ascolterò e replicherò sulla base di ciò che dirà". Poi ha rilanciato: "Le correnti sono metastasi nei partiti".
Berlusconi incontra i suoi. Il Premier ha spiegato che nel corso della direzione nazionale intende parlare del tema che gli sta più a cuore e cioè le riforme, che la maggioranza intende realizzare entro la fine della legislatura: "Io parlerò di questo, ha spiegato il Cavaliere, se qualcuno vuole porre altre questioni è liberissimo di farlo, e se lo farà eventualmente replicherò". Nessuna intenzione di farsi logorare per i prossimi tre anni tra discussioni e distinguo, il premier ha spiegato che il suo obiettivo è governare per i prossimi tre anni e "realizzare le riforme per cui gli italiani ci hanno votato". In più di una occasione, il Cavaliere avrebbe ribadito di non avere alcuna intenzione di ritrovarsi nella situazione del 2004 quando "siamo rimasti al governo, ma non siamo più riusciti a governare". "La direzione sarà la celebrazione della vittoria elettorale - ha spiegato Berlusconi - quanto il governo ha fatto in questi anni e quanto farà in futuro".
Il futuro del partito. "Non è possibile che ci siano correnti che qualcuno ha definito metastasi dei partiti", ha spiegato Berlusconi ricordando che "il Pdl è un movimento che nasce dal popolo, non è un partito con le correnti che facevano parte dei vecchi partiti". Proprio per questo, ha puntualizzato, "il governo andrà avanti anche nell’eventualità che Gianfranco Fini faccia una scissione dal Pdl". Secondo Berlusconi, infatti, il Popolo della libertà è il partito "più democratico" che ci sia e al suo interno "si discute»". "Quando si arriva a una decisione dove c’è una maggioranza, la minoranza si deve adeguare".
La direzione del partito. Nel corso dell’incontro si è discusso anche della scaletta della lunga direzione nazionale, che dovrebbe iniziare la mattina (fra le nove e le 10) e concludersi dopo le 18. Al momento non è ancora stato definito nei dettagli il programma, ma si sta ragionando su una scaletta che prevede una relazione introduttiva affidata al presidente del Consiglio, degli interventi di alcuni ministri e in particolare di quelli responsabili delle materie oggetto delle riforme. È previsto ovviamente un intervento di Fini, e successivamente altri interventi non meglio specificati, presumibilmente dei coordinatori. La direzione nazionale si dovrebbe concludere con una replica finale di Berlusconi.
Il Pdl alla resa dei conti. L’incontro di domani all’Auditorium della Conciliazione è però allargato anche ai gruppi parlamentari di Senato, Camera ed Europarlamento, e a tutti i membri del governo. Organo previsto dall’articolo 18 dello statuto del partito, la direzione nazionale è composta da 120 membri eletti dal congresso a cui vanno aggiunti i membri dell’Ufficio di presidenza e i Responsabili nazionali di settore che fanno arrivare a 171 i membri, più Berlusconi. In base allo statuto, la direzione nazionale "concorre alla definizione delle linee politiche e programmatiche" del Pdl ed è "convocata dal Presidente nazionale di norma una volta al trimestre" anche se può riunirsi "comunque ogni volta ne faccia istanza il 25% dei suoi componenti".
Le precedenti riunioni. In precedenza, la direzione si è già riunita due volte in riunioni lampo: una volta per l’obbligo giuridico di approvare il bilancio e una volta per una brevissima sessione dopo le elezioni europee; in ogni caso, mai per un dibattito politico. La convocazione ufficiale dell’assemblea di domani è stata fatta lo scorso 15 aprile, giorno del pranzo dello "strappo" tra Berlusconi e Fini: all’ordine del giorno ci sono l’analisi del voto e le iniziative per l’attuazione del programma elettorale del prossimo triennio. Lo statuto prevede altri nove organi nazionali: congresso nazionale, presidente nazionale, ufficio di presidenza, comitato di coordinamento con i tre coordinatori, consiglio nazionale, assemblea dei parlamentari nazionali ed europei, segretario amministrativo nazionale, responsabili nazionali di settore e consulte tematiche.
La Russa: era meglio impedirgli di fare presidente Camera. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, uno dei colonnelli storici di Fini, ha le idee chiare: "Penso che l’errore che abbiamo fatto tutti noi ex di An è stato quello di non consigliare a Gianfranco Fini, o quantomeno non contrastare, la sua decisione di fare il presidente della Camera, anziché rimanere nel partito in cui sarebbe stato, con Berlusconi al governo, il numero uno o il numero due". La Russa, intervistato nel corso del programma tv Mattino 5, ha spiegato così la sua teoria: "Fini si è trovato in una condizione di dovere istituzionale che ha incentivato le diversità rispetto a Berlusconi, che gli ha impedito di intervenire nel partito, se non con osservazioni che finivano con essere momenti di rottura".
Pisanu: "La minoranza si può fare". "Non ho sottoscritto alcun documento nè partecipato a incontri riservati degli amici di An perchè, semplicemente, non ne faccio parte. Domani alla direzione del Pdl probabilmente prenderò la parola", ha detto il presidente della commissione Antimafia, Beppe Pisanu. "Nel Pdl - ha spiegato - sono più i motivi di convergenza che quelli di divergenza. Domani alla direzione si chiarirà da tutte le parti che la libertà di discutere non viene meno: si tratta di discutere e di decidere democraticamente. Fini sa che gli italiani non vogliono rinunciare alla democrazia dell’alternanza, è una conquista importante".
Stretta di mano a Villa Miani. Berlusconi e Fini si incontrano a Villa Miani, in occasione della celebrazione del 62° anniversario della nascita dello Stato di Israele. I due leader si scambiano una veloce stretta di mano alle spalle dell’ambasciatore d’Israele a Roma Gideon Meir sul palchetto allestito al centro della sala principale prima dell’inizio degli interventi. Prima di salire sul podio degli oratori il Cavaliere ha incrociato Pier Ferdinando Casini e ha scherzato con lui "spolverando" con un fazzoletto la giacca del leader centrista. Subito dopo il premier è salito sul piccolo palco e ha stretto la mano anche a Piero Fassino. "Ci auguriamo che non possano esserci scissioni, spero proprio non possano esserci, ma in ogni caso il governo andrebbe avanti comunque", dice Silvio Berlusconi lasciando la cerimonia. (Il Giornale)

martedì 20 aprile 2010

E nasce un Correntone ex An contro Gianfranco

Finiani divisi:
Pronto un documento firmato da La Russa e Alemanno
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Lo scontro durissimo non si sta consumando soltanto tra Fini e Berlusconi, ma all’interno dell’ex componente di An. A scendere in campo a fianco del Premier c’è un «correntone lealista» che ha preparato un documento che sarà presentato alla direzione di giovedì. Un documento tenuto segreto, concordato e sottoscritto da quattro pesi massimi di quello che una volta era l’esercito di Fini: Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri, Altero Matteoli e Gianni Alemanno. La mossa serve per dimostrare che l’ex «padre padrone» di An non rappresenta più il 30% del PdL come è stato stabilito nel patto fondativo del partito. Se giovedì prossimo la terza carica dello Stato vorrà contarsi, avrà una sgradita sorpresa: dovrà fare i conti con i suoi ex colonnelli, rischiando di essere una minoranza ancora più piccola rispetto a questo «correntone». Per evitare la brutta figura di rappresentare il 10-15% del Pdl, allora Fini dovrebbe deporre le armi. E’ questo il ragionamento che è stato fatto in questo fine settimana da La Russa, Gasparri, Matteoli e Alemanno che contano di portare dalla loro parte oltre 100 parlamentari (contro i 40-50 finiani: questi sono i loro calcoli), sulla base di un documento scritto sulla falsariga di quello firmato ieri a Milano da 18 ex deputati e senatori di An eletti nel Nord Ovest. Viene sottolineato che il PdL è una scelta irreversibile, che occorre rafforzarlo al suo interno. E’ giusta l’esigenza di affermare il primato rispetto alla Lega, ma gli atteggiamenti e le posizioni di Fini su una serie di argomenti come l’immigrazione e la cittadinanza sono sbagliati. Spiega Massimo Corsaro, uno degli animatori dell’incontro milanese: «Abbiamo fatto miracoli al Nord per confermare il PdL come primo partito. Ma a due giorni dal voto Fini è venuto a Milano per dire ad un convegno di Famiglia Cristiana che bisogna dare la cittadinanza veloce agli immigrati, regalando voti alla Lega». Per La Russa, con la firma del documento «abbiamo fatto una scelta politica che speriamo sia fatta da tutti, compreso Fini e i finiani, una scelta contraria a ogni frattura nel PdL. Rompere il PdL sarebbe un vantaggio per l’opposizione e la Lega». Anche il «correntone ex An» vede dei limiti nel partito, ma bisogna riconoscere il successo del governo e della maggioranza in tutti i passaggi elettorali. Ecco, allora, con chi Fini dovrà fare i conti. Non soltanto con Berlusconi che non sopporta il gioco dei professionisti della politica come il Presidente della Camera che a suo avviso ha bisogno di avere «una sua aziendina del 4%». Ma più che un partitino o al gruppo autonomo, Fini punta al riconoscimento di una sua componente interna, di una linea e strategia alternativa al Cavaliere. Quanti lo seguiranno si capirà oggi quando a Montecitorio si riuniranno i parlamentari a lui fedeli. Il suo intento, dicono i finiani, è di rafforzare il PdL e non di destabilizzarlo. Nessuna crisi di governo, nessun tradimento della volontà degli elettori, ma occorre cambiare rotta. «E non saranno altri a rappresentarci». Gli altri sarebbero il coordinatore La Russa e il capogruppo Gasparri. I quali, spiega Flavia Perina, direttrice del Secolo d’Italia, stanno mettendo in campo la contromossa proprio per difendersi e non perdere le loro posizioni. Vogliono essere loro a rappresentare il 30% dell’ex An, dicono i finiani, ma lo schema del patto fondativo è saltato. Contano di avere una quarantina di deputati e una ventina di senatori, che si riuniranno oggi alla Camera per firmare un documento da portare in direzione. Ma la deflagrazione del mondo che viene da An è in pieno movimento. Nascono altre iniziative con l’obiettivo di rappresentare i temi e la cultura delle destra dentro il Popolo della libertà, come quella di Domenico Nania che ha lanciato «DestraPdL».
(Amedeo La Mattina - La Stampa.it)

Dopo 8 anni sposati scoprono come fare i figli

Dopo otto anni di matrimonio scoprono che serve il sesso per fare figli. Coppia di trentenni tedeschi si era rivolta ai medici per la fertilità
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Preoccupati perché i figli non arrivano, dopo otto anni di matrimonio, due coniugi tedeschi si sono presentati in una clinica per la fertilità. Infatti, dopo otto anni di matrimonio senza neanche l’ombra di una gravidanza, la coppia non riusciva a capire quale fosse il problema. Gli esami clinici, tra l’altro, non hanno evidenziato alcun problema fisico in nessuno dei due sposi.
La sorpresa è arrivata quando il medico alla domanda: “Quanto spesso fate sesso?”, si è sentito rispondere con aria interrogativa: “Cosa intende esattamente?” Il medico ha così scoperto che la coppia - 36 anni lui, 30 lei - è cresciuta in un ambiente ultra-religioso, dove nessuno ha mai spiegato loro come i bambini vengano al mondo.
I medici sottolineano: “Non stiamo parlando di persone mentalmente ritardate, ma di persone che dopo anni di matrimonio non erano consapevoli dei requisiti fisici per procreare”. La coppia è stata messa in cura presso un terapista sessuale. Inoltre, la clinica ha avviato una ricerca per scoprire se vi siano altre coppie nelle stesse condizioni. (Libero-news.it)

domenica 18 aprile 2010

Il Punto dell'On.le Marco Zacchera del PdL

n. 318 del 18 Aprile 2010
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DISCUTERE SI, DIVIDERSI NO
Ben venga un approfondimento all’interno del PDL: Il nostro partito deve crescere anche e soprattutto in temi programmatici, con risposte concrete sui problemi della gente, studiando ed applicando una linea politica che contenga la Lega Nord e quindi vicina anche alle specifiche necessità delle aree settentrionali del paese. Questo lo scrivo dal giorno della fondazione del PdL ed insisto come sia assolutamente necessario dare spazio con maggiore serietà alle idee, ai progetti, alle proposte.
Comprensibile quindi la richiesta di Fini di maggior dibattito interno, ma assolutamente sbagliato ogni e qualsiasi atto che porti ad una diversificazione o scissione dei gruppi sia a livello parlamentare che locali. Non credo sia questo l’obbiettivo di Fini che purtroppo però (a parte la preconcetta e pesante ostilità de “Il Giornale” e “Libero” ) sembra aver smarrito una linea di comunicazione convincente soprattutto verso i suoi ex elettori di AN che in buona parte non seguono più i suoi ragionamenti e spesso ne restano sconcertati. Oltretutto bisogna sempre avere rispetto per i propri elettori: siamo stati eletti come deputati del PdL e quindi non si può e non si deve cambiare casacca.
Ciò non significa che tutto nel PdL vada bene, anzi, ma proprio per questo bisogna imparare e a discutere nel Partito e non fuori da esso. C’è moltissimo da fare (come è peraltro normale in un Partito nato da un anno) con la difficoltà che se Berlusconi ne è il Leader indiscusso, sia il Cavaliere che Fini dovrebbero rendersi conto di come i criteri di scelta della propria classe dirigente debbano essere più meritocratici e trasparenti e che quindi non servono veline o semplici yes-man. Non dimentichiamoci che se si è vinto - anche alle recenti elezioni regionali - è stato principalmente grazie alla ferrea volontà di Berlusconi che una volta di più ha messo una pezza a tante situazioni difficili.
Io credo di capire le inquietudini e le preoccupazioni di un Fini che guarda al futuro del centro-destra anche oltre il Cavaliere, ma tra i due ci vuole lealtà e volontà comunque di parlarsi: milioni di italiani che votano PdL vogliono che si ragioni e non che ci si divida.
NUOVA LEGGE PER IL VOTO ALL’ESTERO
Ho depositato in settimana un articolata proposta di legge per l’esercizio del voto degli italiani all’estero. In sintesi, per evitare abusi, è previsto il voto nei consolati e comunque in seggi ufficiali con possibilità di votare per posta solo per chi lo richieda per tempo al proprio consolato. Obbligo inoltre di residenza all’estero da 3 anni per potersi candidare e molti spunti pratici per esercitare correttamente il diritto di voto. La proposta, allegata all’edizione “ESTERI” de IL PUNTO, viene riportata in coda.
ATTIVITA PARLAMENTARE
Segnalo che in settimana ho richiesto ai ministeri competenti con atti ispettivi di avere notizie sulla assistenza degli italiani in alcuni paesi – soprattutto del Sudamerica – senza adeguata copertura medica ed assicurativa dopo il recente taglio dei fondi. Altra richiesta quella di maggiore velocità e trasparenza nel riconoscimento dei titoli di studio ottenuti all’estero sia da cittadini italiani che da stranieri che emigrano nel nostro paese. Inoltre ho posto il problema delle nuove tariffe postali che da fine marzo si sono moltiplicate anche per 3 volte per le spedizioni dei periodici. E’ vero che ad oggi le tariffe erano molto agevolate, ma credo occorra distinguere tra chi fa pubblicità ed informazione tutelando quest’ultima o molti settimanali e periodici andranno a scomparire.
RAIMONDO VIANELLO
Concludo con un ricordo affettuoso di Raimondo Vinello, non solo per le sue grandi doti di umanità e di attore cinematografico e televisivo, ma ricordando anche un aspetto cui pochi hanno fatto riferimento. Cresciuto a Spalato, in Dalmazia, dove si era trasferito il padre (un ammiraglio nella Marina militare), si era arruola come bersagliere nei reparti della RSI - Repubblica Sociale Italiana e venne a lungo rinchiuso dagli Alleati nel campo di concentramento di Coltano insieme al poeta statunitense Ezra Pound e ad altri giovani destinati a una grande carriera nel mondo del cinema come Walter Chiari, Enrico Maria Salerno e Luciano Salce.
Ricordo che tanti anni fa, solo per aver ricordato queste cose del suo passato in una intervista su “Candido”, fu oggetto di attacchi pesantissimi ed ipocriti tipici di quegli anni per chi non si era adeguato al pensiero corrente. Addio Raimondo, sei stata una persona simpatica, generosa e leale.
UN SALUTO E BUONA SETTIMANA A TUTTI ! MARCO ZACCHERA
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PROPOSTA DI LEGGE
d’iniziativa del Deputato Marco Zacchera
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“Nuove norme per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero”
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Onorevoli colleghi! - La presente proposta di legge tende a porre rimedio ad una serie di gravi problemi applicativi della cosiddetta “legge Tremaglia”, ovvero dell'esercizio del diritto di voto per i cittadini italiani residenti all'estero, per rendere maggiormente trasparente un istituto partecipativo che va maggiormente tutelato e reso più trasparente. Si tratta insomma di rendere più credibile la partecipazione alle elezioni nazionali ed ai referendum dei cittadini italiani residenti all’estero, che rappresenta un fondamentale adempimento costituzionale (v. l’art. 56 della Costituzione) ma, ancor prima, un importante mezzo di collegamento con realtà di emigrazione che guardano al nostro Paese come una dimostrazione di importante collegamento con la Madrepatria. L’esistenza di un metodo efficace di espressione della volontà popolare, anche per questi milioni di italiani, costituisce una modalità di espressione della sovranità di una democrazia, come peraltro avviene in tutte le maggiori democrazie.
Quella italiana, purtroppo, non ha sin qui fatto buona prova di sé, anche per le evidenti carenze normative più volte denunciate che hanno accompagnato la pratica applicazione di un voto pur apprezzato e condiviso da quasi l'intero schieramento politico su base di principio. Tra di esse, vanno segnalate quelle attinenti alla segretezza del voto per corrispondenza (vedasi le relazioni alle Giunte delle elezioni del Parlamento rese dal presidente Fancelli nel 2006 e nel 2008, con doglianze ripetute nelle audizioni svolte dinanzi ai due organi), quelle sulle problematiche attinenti allo scrutinio (vedasi gli ordini G1.300 e G1.400 accolti dal Governo nella seduta dell’Assemblea del Senato del 26 febbraio 2008), quelle sull’accertamento del requisito della residenza all’estero (vedasi il Documento III, n. 2 della XVI legislatura del Senato, pp. 14-33). La situazione ha assunto caratteri di gravità talmente evidenti che sin dalla scorsa legislatura si deliberò alla Giunta delle elezioni del Senato un’indagine conoscitiva “prioritariamente finalizzata a conseguire l’intento politico di rimuovere le disfunzioni riscontrate, ma è chiaro che le sue risultanze possono entrare a far parte delle conoscenze che indirizzeranno il processo di revisione delle schede ai fini della verifica dei poteri nella circoscrizione Estero. Pur essendo separati, i due processi convergono ambedue nel conseguimento delle finalità enunciate: l’indagine conoscitiva tende primariamente alla funzione conoscitiva degli errori e delle disfunzioni, ma avrà una funzione secondaria nell’indirizzare la ricerca utile alla revisione delle schede nelle sezioni critiche; la revisione delle schede tende primariamente al completamento della fase di delibazione dei ricorsi elettorali, ma con essa si esercita un potere officioso (di apertura di verbali, plichi, schede e tabelle di scrutinio) dal quale in via secondaria potranno emergere utili suggerimenti anche per la modifica delle modalità di scrutinio sin qui utilizzate” (Senato della Repubblica, Giunte e Commissioni, Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, 25 settembre 2007, intervento del relatore Boccia).
L’indagine non fu mai svolta - per la conclusione anticipata della legislatura – ma è significativo che, in rapporto ad essa, sia stata data nel dibattito una lettura favorevole alla fondatezza di un ricorso (“dall'unico atto conoscitivo sin qui svolto - l'audizione del presidente Fancelli - è emerso inequivocabilmente che il seggio di Caracas è quello nel quale si è verificata l'erronea attribuzione a Pollastri dei voti della Giai”: Senato della Repubblica, Giunte e Commissioni, Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, 17 ottobre 2007, intervento del senatore Manzione). Così come è significativo che la stessa Giunta, nella legislatura successiva, abbia dato conto dell’esistenza di diecimila schede contenenti voti contestati e provvisoriamente non assegnati in altrettante sezioni della ripartizione Europa, in taluni casi con trasmissione dell’estratto del verbale sezionale all’autorità giudiziaria (Senato della Repubblica, Giunte e Commissioni, Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, 17 marzo 2009, allegato), nonché dell’esame grafologico condotto dai RIS dei carabinieri di Parma su 1700 schede della medesima ripartizione (Senato della Repubblica, Giunte e Commissioni, Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, 24 febbraio 2010, intervento della relatrice Leddi).
Ecco perché, alla luce di tutte queste evidenti disfunzioni del meccanismo elettorale, con la presente proposta di legge si intende garantire la massima sicurezza del procedimento, con le necessarie garanzie per la segretezza, la genuinità e l’efficacia del voto. La Costituzione infatti è chiara sui doveri e diritti dei cittadini, fra i quali quello di spostarsi a volontà, risiedere dove preferisce ed il diritto di scegliere i suoi rappresentanti in “modo personale ed uguale, libero e segreto”. Occorre quindi dar modo a tutti gli aventi diritto al voto e desiderosi di esercitarlo (pur risiedendo al di fuori dei confini nazionali), in “modo personale ed uguale, libero e segreto”. Per fare questo è necessario istituire seggi elettorali presso i Consolati ed altre sedi di rappresentanze istituzionali, (consolati onorari, istituti di cultura, scuole, patronati, ICE, od altre locazioni) sotto tutela e controllo delle autorità consolari e forze dell’ordine, presentando le prescritte documentazioni d’iscrizione all’AIRE, per comprovare questo diritto.
Data la vastità del territorio della Circoscrizione Estero e le derivanti grandi distanze che separano spesso le residenze degli elettori rispetto alle località dove possono organizzarsi dei seggi e per la dispersione di queste residenze, a coloro che vogliono avvalersi di questo diritto - perché veramente interessati delle vicende politiche italiane, ed impossibilitati di recarsi al “seggio” per questioni di praticità - deve essere però offerta un' altra opzione. Questa possibilità può essere realizzata con l’opzione di avvalersi del voto per corrispondenza, richiedendo all’ufficio competente il plico per votare che sarà poi fatto pervenire all’ufficio Consolare. In questo modo si eviterà di inondare il territorio di milioni di plichi che potrebbero finire, come è stato denunciato in passato, in mani indiscriminate e spalancando le porte a possibili brogli.
Un' altra utile proposta emendativa rispetto alla normativa attuale è che la stampa di questi plichi sia affidata al Poligrafico dello Stato e non più alle tipografie locali, con una documentata distribuzione ai Consolati di riferimento e la restituzione altrettanto documentata dei plichi non utilizzati. Questo sistema non solo ridurrà la circolazione, e quindi la tentazione a manipolazioni, ma - limitandone la consegna solo agli interessati - ridurrà sensibilmente i costi con un significato risparmio,
I candidati nelle liste della circoscrizione Estero dovranno essere rigorosamente scelti fra cittadini di comprovata residenza all’estero ed iscritti all’AIRE da almeno tre anni prima della consultazione elettorale, periodo di residenza riducibile fino ad un anno in caso di elezioni anticipate di oltre 180 giorni rispetto alla loro naturale scadenza. L’articolo 6-bis si propone di introdurre nel testo unico delle elezioni per la Camera dei deputati tende a dare effettività a tale previsione, attivando il procedimento di decadenza nel caso in cui si accerti la carenza del requisito. Questo termine di residenza è determinato anche per favorire un effettivo e reale collegamento tra eletti e comunità di provenienza.
Da sottolineare che una riforma di questa legge elettorale deve necessariamente tenere conto anche delle annunciate riforme di elezione dei Comites che a quel punto potrebbero essere organizzate mediante lo stesso sistema elettorale, abituando pertanto gli elettori a recarsi ad un seggio abituale o a richiedere periodicamente di esercitare il voto per posta.
Non c'è dubbio che quanto qui previsto comporterà una riduzione del numero dei partecipanti al voto, ma verranno però meglio tutelati i diritti dei cittadini italiani residenti all'estero che effettivamente partecipano alla vita delle nostre comunità ed in qualche modo interessati alle vicende politiche nazionali. Ciò comporterà di fatto anche ad una riduzione delle spese generali per le elezioni all'estero, soprattutto dopo che il nuovo meccanismo sarà entrato a regime.
Da sottolineare che quanto ripreso in questa proposta di legge tende ad interpretare i desideri di numerosi nostri connazionali che in modo singolo o tramite i Comites o libere associazioni – come il “Gruppo Cicero” - hanno elaborato proposte similari che, anche in sede di audizioni, dovrebbero essere debitamente prese in considerazione.
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PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1
1. Alla legge 27 dicembre 2001, n. 459 sono apportate le modificazioni di cui al presente articolo.
2. All’articolo 1, il comma 2 è sostituito dal seguente:
“ 2. Gli elettori di cui al comma 1 votano:
a) nelle sezioni consolari di cui all’articolo 12-bis;
b) in caso di loro richiesta, per corrispondenza.”

3. L’articolo 4 è sostituito dal seguente:
“Articolo 4.
1. In occasione di ogni consultazione elettorale l'elettore può:
a) esercitare l'opzione per il voto in Italia di cui all'articolo 1, comma 3,
b) richiedere di votare per corrispondenza ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera b).
2. Le manifestazioni di volontà di cui al comma 1 si perfezionano dandone comunicazione scritta alla rappresentanza diplomatica o consolare operante nella circoscrizione consolare di residenza entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello previsto per la scadenza naturale della legislatura. In caso di scioglimento anticipato delle Camere o di indizione di referendum popolare, l'elettore può esprimere le manifestazioni di volontà di cui al comma 1 entro il decimo giorno successivo alla indizione delle votazioni.
3. Il Ministero degli affari esteri comunica, senza ritardo, al Ministero dell'interno i nominativi degli elettori che hanno espresso le manifestazioni di volontà ai sensi dei commi 1 e 2. Almeno trenta giorni prima della data stabilita per le votazioni in Italia il Ministero dell'interno comunica i nominativi degli elettori che hanno esercitato l'opzione per il voto in Italia ai comuni di ultima residenza in Italia. I comuni adottano le conseguenti misure necessarie per l'esercizio del voto in Italia.
4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge le rappresentanze diplomatiche e consolari, sulla base delle istruzioni impartite a tale fine dal Ministero degli affari esteri, informano, con apposita comunicazione, l'elettore della possibilità di esprimersi ai sensi dei commi 1 e 2 specificando in particolare che l'eventuale manifestazione di volontà è valida esclusivamente per una consultazione elettorale o referendaria e che deve essere esercitata nuovamente in occasione della successiva consultazione.
5. L'elettore che intenda esprimersi ai sensi dei commi 1 e 2 per la prima consultazione elettorale o referendaria successiva alla data di entrata in vigore della presente legge lo comunica, entro il sessantesimo giorno dalla ricezione della comunicazione, alla rappresentanza diplomatica o consolare operante nella circoscrizione consolare di residenza e comunque entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello previsto per la scadenza naturale della legislatura.”
4. L’articolo 8 è sostituito dal seguente:
“Art. 8.
1. Ai fini della presentazione dei contrassegni e delle liste per l'attribuzione dei seggi da assegnare nella circoscrizione Estero, si osservano, in quanto compatibili, le norme di cui agli articoli da 14 a 26 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, e in ogni caso le seguenti disposizioni:

a) le liste di candidati sono presentate per ciascuna delle ripartizioni di cui al comma 1 dell'articolo 6; 

b) i candidati devono essere residenti ed elettori nella relativa ripartizione da almeno tre anni. In caso di elezioni politiche anticipate di almeno 180 giorni rispetto alla loro naturale scadenza questo termine è ridotto dello stesso periodo di anticipazione al voto, con il minimo comunque di un anno di residenza all'estero. 

c) la presentazione di ciascuna lista deve essere sottoscritta da almeno 500 e da non più di 1000 elettori residenti nella relativa ripartizione; 

d) le liste dei candidati devono essere presentate alla cancelleria della corte di appello di Roma dalle ore 8 del trentacinquesimo giorno alle ore 20 del trentaquattresimo giorno antecedenti quello delle votazioni.
2. Più partiti o gruppi politici possono presentare liste comuni di candidati. In tale caso, le liste devono essere contrassegnate da un simbolo composito, formato dai contrassegni di tutte le liste interessate.
3. Le liste sono formate da un numero di candidati almeno pari al numero dei seggi da assegnare nella ripartizione e non superiore al doppio di esso. Nessun candidato può essere incluso in più liste, anche se con il medesimo contrassegno.
4. Gli elettori residenti all'estero che non hanno esercitato l'opzione di cui all'articolo 1, comma 3, non possono essere candidati nelle circoscrizioni del territorio nazionale.
4-bis. Dopo l’articolo 6 del D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 è inserito il seguente:
“Articolo 6-bis
1. La presentazione della dichiarazione di accettazione della candidatura è corredata dal certificato di nascita, o documento equipollente, e dal certificato d’iscrizione nelle liste elettorali di un Comune della Repubblica; per i candidati alla circoscrizione Estero, il certificato d’iscrizione all’AIRE deve attestare che la residenza all’estero prosegue ininterrottamente da almeno tre anni salvo il caso di elezioni politiche anticipate come normato all'art. 8).
2. La falsità o non attualità delle condizioni soggettive attestate con i documenti di cui al comma 1 sono eccepite, in sede di procedimento di ammissione delle candidature, da chiunque vi abbia interesse. Il rigetto dell’eccezione è impugnabile con le modalità previste per gli atti elettorali preparatori.
3. Quando successivamente alla elezione venga meno in capo all’eletto l’iscrizione all’AIRE, ovvero quando essa fosse carente al momento della candidatura ma non sia stata rilevata in sede di ammissione delle liste, la Camera di cui l'interessato fa parte gliela contesta, secondo le norme del suo regolamento. L'interessato ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni.
4. Entro i 10 giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 3, su proposta della Giunta competente, l’Assemblea delibera definitivamente e, ove ritenga fondato l’addebito, lo dichiara decaduto, se del caso mediante l’annullamento della convalida dell’elezione. La deliberazione, nel giorno successivo, è depositata nella segreteria dell’Assemblea e notificata, entro i cinque giorni successivi, a colui che è stato dichiarato decaduto.
5. Le deliberazioni di cui al presente articolo sono adottate di ufficio o su istanza di qualsiasi elettore.”

5. L’articolo 11 è sostituito dal seguente:
“Art. 11.
1. L'assegnazione dei seggi tra le liste concorrenti è effettuata in ragione proporzionale per ciascuna ripartizione, con le modalità previste dagli articoli 15 e 16.
2. Le schede sono di carta consistente, di colore diverso per ciascuna votazione e per ciascuna ripartizione; sono stampate dall’Istituto poligrafico dello Stato e fornite, sotto la responsabilità del Ministero degli affari esteri, attraverso le rappresentanze diplomatiche e consolari, con le caratteristiche essenziali del modello di cui alle tabelle A, B, C e D allegate alla presente legge e riproducono in facsimile i contrassegni di tutte le liste di candidati presentate nella ripartizione. L'ordine dei contrassegni è stabilito secondo le modalità previste per le liste di candidati dall'articolo 24, n. 2), del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni. Accanto ad ogni contrassegno, nell'ambito degli stessi spazi, sono stampate le righe per l'attribuzione del voto di preferenza.
3. L'elettore vota in modo personale ed uguale, libero e segreto tracciando un segno sul contrassegno corrispondente alla lista da lui prescelta o comunque sul rettangolo che lo contiene. Ciascun elettore può inoltre esprimere due voti di preferenza nelle ripartizioni alle quali sono assegnati due o più deputati o senatori e un voto di preferenza nelle altre. Il voto di preferenza è espresso scrivendo il cognome del candidato nella apposita riga posta accanto al contrassegno votato. È nullo il voto di preferenza espresso per un candidato incluso in altra lista. Il voto di preferenza espresso validamente per un candidato è considerato quale voto alla medesima lista se l'elettore non ha tracciato altro segno in altro spazio della scheda.”

6. L’articolo 12 è sostituito dai seguenti:
“Art. 12.
1. Il Ministero dell'interno consegna all’Istituto poligrafico dello Stato le liste dei candidati e i modelli delle schede elettorali non più tardi del ventiseiesimo giorno antecedente la data delle votazioni. L’Istituto provvede alla stampa del materiale elettorale e lo trasmette alle rappresentanze diplomatiche e consolari per il tramite del Ministero degli affari esteri.
2. Sulla base delle istruzioni fornite dal Ministero degli affari esteri, le rappresentanze diplomatiche e consolari provvedono ad inserire il materiale ricevuto nel plico di cui al comma 3 e per i casi di cui al comma 5.
3. Non oltre diciotto giorni prima della data stabilita per le votazioni in Italia, gli uffici consolari inviano agli elettori che non hanno esercitato l'opzione di cui all'articolo 1, comma 3 e che abbiano espresso la volontà di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), il plico contenente il certificato elettorale, la scheda elettorale e la relativa busta ed una busta affrancata recante l'indirizzo dell'ufficio consolare competente; il plico contiene, altresì, un foglio con le indicazioni delle modalità per l'espressione del voto, il testo della presente legge e le liste dei candidati nella ripartizione di appartenenza di cui all'articolo 6.
4. Nel caso in cui le schede elettorali siano più di una per ciascun elettore, esse sono spedite nello stesso plico e sono inviate dall'elettore in unica busta. Un plico non può contenere i documenti elettorali di più di un elettore.
5. Gli elettori di cui al presente articolo che, a quattordici giorni dalla data delle votazioni in Italia, non abbiano ricevuto al proprio domicilio il plico di cui al comma 3 possono farne richiesta al capo dell'ufficio consolare; questi, all'elettore che si presenti personalmente, può rilasciare, previa annotazione su apposito registro, un altro certificato elettorale munito di apposito sigillo e una seconda scheda elettorale che deve comunque essere inviata secondo le modalità di cui ai commi 4 e 6 del presente articolo.
6. Una volta espresso il proprio voto sulla scheda elettorale, l'elettore introduce nell'apposita busta la scheda o le schede elettorali, sigilla la busta, la introduce nella busta affrancata unitamente al tagliando staccato dal certificato elettorale comprovante l'esercizio del diritto di voto e la spedisce non oltre il decimo giorno precedente la data stabilita per le votazioni in Italia. Le schede e le buste che le contengono non devono recare alcun segno di riconoscimento.
7. I responsabili degli uffici consolari inviano, senza ritardo, all'ufficio centrale per la circoscrizione Estero le buste comunque pervenute non oltre le ore 16, ora locale, del giovedì antecedente la data stabilita per le votazioni in Italia, unitamente alla comunicazione del numero degli elettori della circoscrizione consolare che non hanno esercitato l'opzione di cui all'articolo 1, comma 3. Le buste sono inviate con una spedizione unica, per via aerea e con valigia diplomatica.
8. I responsabili degli uffici consolari provvedono, dopo l'invio dei plichi in Italia, ad un secondo e distinto invio in Italia delle schede pervenute dopo la scadenza del termine di cui al comma 7 e di quelle stampate per i casi di cui al comma 5 e non utilizzate nelle operazioni di voto di cui all’articolo 12-bis. Destinatario del materiale così spedito è l’Istituto poligrafico dello Stato, che verifica la corrispondenza tra il trasmesso, l’utilizzato ed il restituito: in caso di esito positivo, procede all’incenerimento del materiale, redigendo apposito verbale; in caso di esito negativo, trasmette gli atti alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Roma.

Art. 12-bis
1. Gli elettori che non hanno esercitato l'opzione di cui all'articolo 1, comma 3 e che non abbiano espresso la volontà di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), possono votare presso le sezioni consolari appositamente istituite nel territorio dello Stato estero in cui si trovano.
2. Le sezioni consolari di cui al comma 1 sono istituite presso i consolati d’Italia, gli istituti di cultura, le scuole italiane e altri locali eventualmente messi a disposizione dallo Stato estero. Qualora tali locali non risultino in misura sufficiente, la scelta di ulteriori sedi per l’istituzione delle sezioni elettorali dovrà cadere su locali utilizzati dallo Stato italiano o su altri locali idonei alle operazioni di voto, evitando che i seggi stessi siano ubicati presso sedi di partiti politici o di organismi sindacali, italiani o stranieri, ovvero in edifici destinati al culto o ad attività industriali e commerciali. Agli effetti della applicazione del presente articolo, l’espressione «uffici consolari» comprende i consolati generali di 1ª categoria, i consolati di 1ª categoria, i vice consolati di 1ª categoria e le agenzie consolari di 1ª categoria. Le relative circoscrizioni comprendono quelle degli uffici consolari che saranno ad essi aggregati con decreto del Ministro degli affari esteri. Nei Paesi dell’Unione europea in cui non esistono gli uffici consolari di la categoria sopra indicati, le funzioni elettorali previste dal presente titolo sono svolte dalle ambasciate.
3. Il Ministero degli affari esteri redige, sulla base degli elenchi di cui all’articolo 5, la lista elettorale di coloro che rientrano nella previsione del comma 1; provvede al successivo inoltro alle rappresentanze diplomatiche e consolari, le quali, sulla base della lista ricevuta, procedono, entro il quindicesimo giorno precedente la data della votazione, a spedire il certificato elettorale agli elettori di cui al presente articolo, dando loro notizia del giorno e degli orari della votazione, nonchè della località della votazione.
4. Gli elettori di cui al comma 3 che, entro il quinto giorno precedente quello della votazione, non abbiano ricevuto a domicilio il certificato elettorale, possono farne richiesta al capo dell’ufficio consolare della circoscrizione, il quale, accertato preventivamente che il nominativo dell’elettore richiedente è incluso negli elenchi trasmessi dal Ministero dell’interno ai sensi del comma 3, rilascia apposita certificazione per l’ammissione al voto e provvede ad includere i nomi degli elettori interessati in appositi elenchi, aggiunti a quelli previsti dal comma 3, da consegnare ai presidenti delle sezioni alle quali gli elettori stessi sono assegnati.
5. La data e l’orario per la votazione degli elettori italiani di cui al comma 3, che, salvo il fuso orario, devono possibilmente coincidere con quelli fissati per le elezioni che hanno luogo nel territorio nazionale, nonché la data e l’orario per le conseguenti operazioni di scrutinio sono determinati, per ciascun paese, con decreto del Ministro dell’interno, previe intese con i governi dei paesi stessi che saranno assunte dal Ministero degli affari esteri. Le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane, dalla data della votazione nei rispettivi paesi, stabilita a norma del presente comma, danno avviso alle comunità italiane del luogo a mezzo di manifesti da affiggere nella sede della rappresentanza e con ogni altro idoneo mezzo di comunicazione.
6. Gli elettori di cui al comma 3, se rimpatriano, possono esprimere il voto presso la sezione nelle cui liste sono iscritti. A tal fine, essi devono
comunicare entro il giorno precedente quello della votazione, al sindaco del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti, che intendono votare nel comune stesso. Il sindaco dà atto di tale comunicazione in calce al certificato elettorale. Di tale annotazione il presidente dell’ufficio elettorale di sezione prende nota accanto al nominativo dell’elettore, nelle liste della sezione.
7. Salvo quanto disposto dal presente articolo, le operazioni di votazione nelle sezioni consolari hanno luogo secondo le disposizioni del titolo IV del testo unico delle leggi sull’elezione della Camera dei deputati, approvato con d.P.R. n. 361 del 1957.
8. Gli elettori, per essere ammessi a votare nelle sezioni di cui al comma 1, devono esibire il certificato elettorale. Ha, inoltre, diritto di votare chi si presenti munito del certificato elettorale attestante la sua assegnazione alla sezione, anche se non iscritto nel relativo elenco degli elettori: in tal caso gli elettori, all’atto della votazione, sono iscritti, a cura del presidente, in calce all’elenco degli elettori della sezione e di essi è presa nota nel verbale.
9. Le schede votate sono immesse nell’unica urna di cui il seggio è dotato.
10. Alle sezioni elettorali istituite a norma del presente articolo non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 49, 50, 51, 52, 53 e 54 del testo unico delle leggi sull’elezione della Camera dei deputati, approvato con d.P.R. n. 361 del 1957 e di cui agli articoli 8 e 9 della legge 23 aprile 1976, n. 136, e successive modificazioni.
11. Il presidente, gli scrutatori ed il segretario del seggio votano, previa esibizione dei documenti, nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio anche se siano iscritti come elettori in altra sezione, costituita all’estero ai sensi del presente articolo.
12. I rappresentanti delle liste dei candidati votano nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio, oppure, se non sono iscritti come elettori in alcuna delle sezioni costituite all’estero, previa esibizione del certificato elettorale.
13. I certificati medici eventualmente richiesti dagli elettori agli effetti dell’articolo 55 del citato testo unico possono essere rilasciati da un medico del luogo.
14. Il capo dell’ufficio consolare mette a disposizione i locali utilizzati dallo Stato italiano che risultino idonei allo svolgimento della propaganda elettorale per i partiti presenti con propria lista.
15. Con dichiarazione scritta, autenticata da un notaio o da un sindaco o da una autorità diplomatica o consolare, i delegati dei partiti o gruppi politici che abbiano presentato ed abbiano avuto ammessa una lista di candidati in almeno una ripartizione elettorale nella circoscrizione Estero, o persone da essi autorizzate con atto autenticato nei modi sopra indicati, hanno diritto di designare:
a) un rappresentante effettivo ed uno supplente del partito o del gruppo politico per ciascuna circoscrizione consolare del paese per il quale sono stati designati, perché vengano sentiti dal capo dell’ufficio consolare, per la nomina degli scrutatori e dei segretari dei seggi istituiti nella circoscrizione stessa, nonché per l’azione da lui svolta;
b) un rappresentante effettivo ed uno supplente presso l’ufficio di ciascuna sezione istituita nella circoscrizione consolare.
16. Per le designazioni di cui al comma 15, i delegati devono dimostrare la loro qualifica. Nel caso che alla designazione dei rappresentanti di cui alle lettere a) e b) del medesimo comma provvedano delegati dei delegati, il notaio, il sindaco o l’ufficiale diplomatico o consolare, nell’autenticare la firma, danno atto dell’esibizione loro fatta della ricevuta rilasciata dal Ministero dell’interno all’atto del deposito del contrassegno di lista.
17. Le designazioni di cui al comma 15, lettera a), sono presentate entro il ventiduesimo giorno precedente quello della votazione al capo dell’ufficio consolare; quelle di cui alla lettera b) del medesimo comma, sono presentate entro il giorno precedente quello della votazione, al capo del predetto ufficio, che ne dovrà curare la trasmissione ai presidenti delle sezioni consolari, ovvero direttamente ai singoli presidenti delle sezioni prima dell’inizio della votazione.
18. La nomina dei presidenti di seggio per ogni sezione consolare, è effettuata dal presidente della corte d’appello di Roma entro il quindicesimo giorno precedente quello della votazione, fra gli iscritti ad un elenco di elettori residenti nel paese che siano idonei all’ufficio. La nomina è comunicata agli interessati per il tramite delle rappresentanze consolari competenti. L’elenco di cui al presente comma è formato dalla cancelleria della corte d’appello di Roma, secondo le norme che saranno stabilite dal Ministero della giustizia di concerto con il Ministero degli affari esteri e dell’interno, entro il quinto giorno successivo a quello della pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi. In caso di impedimento del presidente nominato con le modalità di cui al presente comma, il capo dell’ufficio consolare procede a nominare altro idoneo elettore, prima della costituzione dell’ufficio elettorale di sezione. Tra il quindicesimo e l’ottavo giorno precedente quello della votazione, il capo dell’ufficio consolare nomina tra gli elettori italiani residenti nel paese, sentiti i rappresentanti di cui al comma 15, un segretario e tre scrutatori, di cui uno, a scelta del presidente, assumerà le funzioni di vice presidente, per ogni ufficio di sezione istituito. Nel caso in cui il segretario non sia presente all’atto dell’insediamento del seggio o ne sia mancata la designazione, si applicano le disposizioni del secondo comma dell’articolo 41 del citato testo unico. Sono esclusi dalle funzioni di presidente, di scrutatore e di segretario delle sezioni consolari, il personale di ruolo del Ministero degli affari esteri in servizio presso le rappresentanze diplomatiche e consolari. Prima dell’insediamento del seggio, il capo dell’ufficio consolare provvede a far consegnare al presidente di ogni sezione consolare:
a) il plico sigillato contenente il bollo della sezione;
b) copia dei provvedimenti di nomina degli scrutatori e del segretario;
c) le designazioni dei rappresentanti di lista;
d) un’urna per la votazione;
e) un congruo numero di matite copiative per la espressione del voto;
f) un esemplare dell’elenco degli elettori della sezione nonché un esemplare degli elenchi aggiunti.
10. Il capo dell’ufficio consolare provvede a far consegnare:
a) tre copie del manifesto contenente le liste dei candidati;
b) il pacco delle schede sigillate, con l’indicazione, sull’involucro esterno, del numero delle schede contenute.
19. Al presidente ed ai componenti degli uffici elettorali di sezione istituiti a norma del presente articolo è corrisposto dal capo dell’ufficio consolare un onorario fisso ammontante, rispettivamente, ad euro 60 ed a euro 30 al lordo delle ritenute di legge. Ad essi spetta, inoltre, se non residenti nel luogo della votazione, il trattamento economico di missione, in applicazione delle norme relative ai dipendenti statali e nella misura, rispettivamente, corrispondente a quella che spetta, per le missioni compiute nel territorio nazionale, ai consiglieri di corte di cassazione ed ai consiglieri di corte d’appello. Ai dipendenti statali con qualifica superiore spetta il trattamento di missione inerente alla qualifica rivestita.
20. Dopo che gli elettori hanno votato, il presidente procede alle operazioni di cui all’articolo 67 del citato testo unico.
21. Successivamente a quanto previsto al comma 20 il presidente del seggio suddivide le schede votate per circoscrizione consolare e chiude ogni gruppo di schede in un plico che, sigillato con il bollo della sezione, viene recapitato immediatamente al capo dell’ufficio consolare, il quale inoltra i plichi stessi, per via aerea a mezzo di corriere diplomatico accompagnato, all’ufficio centrale per la circoscrizione Estero presso la Corte d’appello di Roma. I plichi formati a norma dell’articolo 67 del testo unico citato debbono essere consegnati, contemporaneamente, da appositi incaricati, al capo dell’ufficio consolare, il quale provvede per via aerea, a mezzo di corriere diplomatico accompagnato, ad inoltrare i suddetti plichi alla corte d’appello di Roma. Ogni ufficio di sezione deve infine provvedere a restituire l’urna, il timbro, le matite e il materiale non consumato al capo dell’ufficio consolare che ne curerà la conservazione e la restituzione ai competenti uffici.
22. Alle operazioni di spoglio e di scrutinio dei voti inviati dagli uffici consolari a norma del presente articolo si provvede ad opera degli uffici di cui agli articoli 14 e 15, con le procedure in essi previste in quanto compatibili.
23. Il Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro degli affari esteri, emana norme di attuazione che garantiscano le condizioni necessarie per la concreta attuazione delle norme del presente articolo, nel rispetto della parità dei partiti politici italiani e dei princìpi della libertà di riunione e di propaganda politica, della segretezza e libertà del voto. Nessun pregiudizio dovrà derivare per il posto di lavoro e per i diritti individuali degli elettori e dei cittadini italiani in conseguenza della loro partecipazione alla propaganda elettorale o ad operazioni previste dalla presente legge. Il relativo decreto ministeriale è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.”

7. All’articolo 13 il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. Presso l'ufficio centrale per la circoscrizione Estero è costituito un seggio elettorale per ogni cinquemila elettori residenti all'estero che non abbiano esercitato l'opzione di cui all'articolo 1, comma 3 e che abbiano espresso la volontà di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), con il compito di provvedere alle operazioni di spoglio e di scrutinio dei voti inviati dagli elettori. Ciascun seggio elettorale è competente per lo spoglio dei voti provenienti da un'unica ripartizione di cui all'articolo 6, comma 1. L'assegnazione delle buste contenenti le schede ai singoli seggi è effettuata a cura dell'ufficio centrale per la circoscrizione Estero.”
Art. 2
1. All’articolo 18 del D.P.R. 2 aprile 2003, n.104, il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. Nei verbali di restituzione all’Istituto poligrafico dello Stato delle buste contenenti schede pervenute a ciascun ufficio consolare dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 12, comma 7 della legge, nonche' delle schede stampate e non utilizzate per i casi di cui al comma 5 del medesimo articolo, sono registrati dal consolato competente il numero delle buste pervenute oltre il termine, il giorno di arrivo di ciascuna busta presso l'ufficio consolare, il numero delle schede stampate, non utilizzate e quindi restituite all’Istituto poligrafico dello Stato.”
2. All’articolo 18 del D.P.R. 2 aprile 2003, n.104, il comma 5 è sostituito dal seguente:
“5. I plichi contenenti le buste che pervengono agli scali aeroportuali di Roma dopo l'ora fissata per l'inizio delle operazioni di scrutinio dei voti espressi nel territorio nazionale sono comunque presi in carico e custoditi dall'ufficio centrale per la circoscrizione Estero secondo quanto previsto dal comma 4. In attuazione dell'arti-colo 14, comma 1 della legge, per tali plichi non si procede alle operazioni di scrutinio delle schede ivi contenute. Tali schede sono depositate presso la Corte di appello di Roma e non sono computate ai fini dell'accertamento della partecipazione alla votazione, ma sono conservate esclusivamente per le esigenze della verifica dei poteri.”
3. Il regolamento di cui all’articolo 26 della legge 27 dicembre 2001, n. 459 disciplina le ulteriori norme di attuazione rese necessarie dall’attuazione dell’articolo 1 della presente legge nonché del coordinamento con essa del D.P.R. 2 aprile 2003, n.104.

La settimana calcistica - 18 Aprile 2010

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SERIE A – RISULTATI 34ª GIORNATA
Atalanta - Fiorentina 2-1
Bari - Napoli 1-2
Cagliari - Palermo 2-2
Catania - Siena 2-2
Chievo - Livorno 2-0
Inter - Juventus 2-0
Lazio - Roma 1-2
Parma - Genoa 2-3
Sampdoria - Milan 2-1
Udinese - Bologna 1-1

CLASSIFICA SERIE A
Inter 70
Roma 71
Milan 64
Sampdoria 57
Palermo 55
Napoli 52
Juventus 51
Genoa 48
Fiorentina 46
Parma 46
Bari 43
Cagliari 41
Chievo 41
Catania 40
Udinese 39
Lazio 37
Bologna 36
Atalanta 34
Siena 30
Livorno 26

CLASSIFICA MARCATORI SERIE A
Di Natale Antonio (Udinese) 24 Reti
Milito Diego (Inter) 19 Reti
Miccoli Fabrizio (Palermo) 16 Reti
Gilardino Alberto (Fiorentina) 15 Reti
Pazzini Giancarlo (Sampdoria) 15 Reti
Borriello Marco (Milan) 14 Reti
Matri Alessandro (Cagliari) 13 Reti
Vucinic Mirko (Roma) 13 Reti
Barreto Paulo Vitor (Bari) 12 Reti
Eto'o Samuel Fils (Inter) 12 Reti
Hamsik Marek (Napoli) 12 Reti
Maccarone Massimo (Siena) 12 Reti
Pato Alexandre (Milan) 12 Reti
Adailton Martins (Bologna) 10 Reti
Cavani Edinson (Palermo) 10 Reti
Floccari Sergio (Lazio) 10 Reti
Tiribocchi Simone (Atalanta) 10 Reti
Totti Francesco (Roma) 10 Reti
Di Vaio Marco (Bologna) 09 Reti
Floro Flores (Udinese) 09 Reti
Martinez Jorge (Catania) 09 Reti
Pellisier Sergio (Chievo 09 Reti
Quagliarella Fabio (Napoli) 09 Reti
Ronaldinho Gaucho (Milan) 09 Reti

LA MARCIA VERSO LO SCUDETTO

INTER
Inter - Atalanta (25 Aprile)
Lazio - Inter (02 Maggio)
Inter - Chievo (09 Maggio)
Siena - Inter (16 Maggio)

ROMA
Roma - Sampdoria (25 Aprile)
Parma - Roma (02 Maggio)
Roma - Cagliari (09 Maggio)
Chievo - Roma (16 Maggio)

SERIE B RISULTATI 36ª GIORNATA
Ancona - Ascoli 1-2
Cittadella - Triestina 2-0
Empoli - Padova 4-0
Frosinone - Vicenza 0-1
Lecce - Brescia 2-2
Mantova - Gallipoli 1-0
Modena - Albinoleffe 1-1
Piacenza - Sassuolo 1-3
Reggina - Crotone 1-0
Salernitana - Grosseto 3-4
Torino - Cesena 1-1

SERIE B RISULTATI 35ª GIORNATA
Albinoleffe - Grosseto 1-1
Ascoli - Triestina 1-0
Brescia - Frosinone 3-1
Cesena - Mantova 3-1
Crotone - Modena 4-2
Empoli - Salernitana 5-2
Gallipoli - Cittadella 1-2
Padova - Lecce 1-1
Sassuolo - Reggina 0-1
Torino - Piacenza 1-1
Vicenza - Ancona 2-2

CLASSIFICA SERIE B
Lecce 64
Brescia 59
Cesena 59
Sassuolo 58
Cittadella 57
Grosseto 57
Torino 55
Empoli 52
Ancona 50
Ascoli 50
Crotone 50
Albinoleffe 46
Modena 46
Piacenza 46
Reggina 46
Vicenza 44
Frosinone 43
Triestina 42
Mantova 41
Padova 40
Gallipoli 37
Salernitana 17

Formula Uno 2010 - Gran Premio della Cina

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ORDINE DI ARRIVO
01 Jenson Button – GBR - McLaren - 1:46:42.163
02 Lewis Hamilton – GBR - McLaren - 0:01.530
03 Nico Rosberg – GER - Mercedes - 0:09.484
04 Fernando Alonso – SPA - Ferrari - 0:11.869
05 Robert Kubica – POL - Renault - 0:22.213
06 Sebastian Vettel – GER - Red Bull Racing - 0:33.310
07 Vitaly Petrov – RUS - Renault - 0:47.600
08 Mark Webber – AUS - Red Bull Racing - 0:52.172
09 Felipe Massa – BRA - Ferrari - 0:57.796
10 Michael Schumacher – GER - Mercedes - 1:01.749
11 Adrian Sutil – GER - Force India F1 - 1:02.874
12 Rubens Barrichello – BRA - Williams - 1:03.665
13 Jaime Alguersuari – SPA - Toro Rosso - 1:11.416
14 Heikki Kovalainen – FIN - Lotus - 1 giro(i)
15 Nico Hulkenberg – GER - Williams - 1 giro(i)
16 Bruno Senna – BRA - Hispania Racing - 2 giro(i)
17 Karun Chandhok – IND - Hispania Racing - 4 giro(i)
18 Jarno Trulli – ITA - Lotus - Ritirato
19 Lucas Di Grassi – BRA - Virgin Racing - Ritirato
20 Pedro De La Rosa – SPA - BMW Sauber - Ritirato
21 Sebastien Buemi – SVI - Toro Rosso - Ritirato
22 Kamui Kobayashi – GIA - BMW Sauber - Ritirato
23 Vitantonio Liuzzi – ITA - Force India F1 - Ritirato
24 Timo Glock – GER - Virgin Racing - Ritirato

CLASSIFICA PILOTI
01 Jenson Button 60
02 Nico Rosberg 50
03 Fernando Alonso 49
04 Lewis Hamilton 49
05 Sebastian Vettel 45
06 Felipe Massa 41
07 Robert Kubica 40
08 Mark Webber 28
09 Adrian Sutil 10
10 Michael Schumacher 10
11 Vitantonio Liuzzi 8
12 Vitaly Petrov 6
13 Rubens Barrichello 5
14 Jaime Alguersuari 2
15 Nico Hulkenberg 1
16 Sebastien Buemi 0
17 Jarno Trulli 0
18 Heikki Kovalainen 0
19 Karun Chandhok 0
20 Bruno Senna 0
21 Pedro De La Rosa 0
22 Kamui Kobayashi 0
23 Timo Glock 0
24 Lucas Di Grassi 0
25 Paul Di Resta 0
26 Fairuz Fauzy 0

CLASSIFICA COSTRUTTORI
01 McLaren – Mercedes 109
02 Ferrari 90
03 Red Bull Racing – Renault 73
04 Mercedes 60
05 Renault 46
06 Force India F1 – Mercedes 18
07 Williams – Cosworth 6
08 Toro Rosso – Ferrari 2
09 Lotus – Cosworth 0
10 BMW Sauber – Ferrari 0
11 Hispania Racing – Cosworth 0
12 Virgin Racing – Cosworth 0

domenica 11 aprile 2010

Svelato il vero Codice di Leonardo da Vinci

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Per Sabrina Sforza Galitzia, studiosa dalle nobili origini, Leonardo Da Vinci è una passione che affonda le radici nella sua infanzia. Un mondo fiabesco, zeppo di numeri e disegni, scoperto all’età di 5 anni e trasformato poi dalla ricercatrice in una missione culturale che oggi chiama «operazione verità», ovvero decifrare e divulgare il codice nascosto nei dipinti del genio toscano.
Il viaggio dell’esperta sulle tracce di Leonardo è cominciato negli Stati Uniti e culminato in Vaticano, dove una parte del suo studio su un arazzo (Il Cenacolo di Leonardo in Vaticano. Storia di un arazzo in seta e oro) ha suscitato l’interesse delle alte gerarchie ecclesiastiche ed è stato pubblicato dalla Libreria editrice vaticana, con prefazione del cardinale Raffaele Farina, salesiano archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa.Nei Musei vaticani è conservato il tesoro che ha ispirato le ricerche di Sforza Galitzia: un arazzo, commissionato dal re francese Luigi XII a Da Vinci, raffigurante il Cenacolo, copia esatta (a parte sfondo e soffitto) dell’opera murale conservata nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Milano, che nasconde un codice con una profezia sulla fine del mondo. E, anticipa la studiosa a Panorama, «anche una figura femminile».
Sforza Galitzia ha passato al setaccio alla Ucla, l’Università di Los Angeles, per oltre 3 anni, 10 mila manoscritti vinciani. E molti altri, conservati nell’Archivio segreto vaticano, sono ancora in fase di studio. Ma il lavoro finora condotto ha già fornito a questa studiosa la chiave di volta per interpretare i misteri rimasti nascosti per secoli dentro il Cenacolo.Dottoressa Sforza Galitzia, Leonardo nel suo «Cenacolo» aveva inserito dei codici per indicare la fine del mondo?Il murale dell’Ultima cena non è altro che un orologio che consta di un calendario, con giorni, mesi e anni, ma anche epoche (ogni epoca equivale a 2 mila anni circa), e un cronometro. Leonardo usa l’astronomia e le costellazioni (ogni apostolo rappresenta una costellazione, un segno zodiacale) per indicare un percorso temporale che porterà al giorno di inizio e fine del Diluvio universale. Si tratta della profezia definitiva di Cristo e del suo ritorno, quindi la fine del mondo materiale come noi lo conosciamo oggi. Secondo i calcoli di Leonardo, la data è quella del 21 marzo dell’anno 4006, giorno d’inizio del Diluvio universale, che si concluderà il primo giorno di novembre dello stesso anno con il ritorno del Messia sulla Terra e con l’inizio di una nuova era per l’umanità. Leonardo inserisce questa profezia nel Cenacolo perché in quel dipinto ripropone il momento in cui Gesù spezza il pane e beve il vino con i suoi apostoli, chiedendo di farlo in sua memoria, di ripetere cioè l’azione eucaristica fino al momento del suo ritorno.
È vero che Leonardo indicò nel «Cenacolo» anche il 21 dicembre 2012, data che qualcuno oggi, sulla base di un’antica profezia dei maya, associa alla possibile fine del mondo?I maya non hanno mai parlato di fine del mondo. Si riferivano semplicemente alla fine di un’epoca astronomica e l’inizio di un’altra. Secondo i manoscritti e i calcoli di Leonardo, questo passaggio di epoche è nascosto nei due apostoli seduti all’estrema sinistra nel Cenacolo: Bartolomeo e Giacomo rappresentano proprio quel momento, la fine dell’epoca dei Pesci (Bartolomeo) e l’inizio di quella dell’Acquario (Giacomo).
Il «Cenacolo» nasconde però un altro mistero: secondo i suoi studi, viene fuori che San Giovanni è una donna. Dunque ha ragione lo scrittore Dan Brown?Quello di Dan Brown è soltanto un pasticcio che ha suggestionato milioni di persone, ma non offre un cifrario per decrittare il messaggio del Cenacolo. Leonardo dipinge davvero San Giovanni con tratti somatici di una donna e lo fa volutamente, perché nel linguaggio tecnico che usa San Giovanni è «femmina». Il genio utilizza la tradizione pittorica che fa uso della dualità maschio-femmina per simboleggiare una disgiunzione astronomica necessaria per il calcolo dei tempi.
La terminologia maschio-femmina è ricorrente in molti manoscritti vinciani per indicare elementi di un orologio, meccanismi per automi o telai. Questa terminologia vige ancora fra i nostri falegnami o elettricisti, e rispecchia un termine tecnico applicato anche all’astronomia. In questo caso San Giovanni, che secondo i calcoli di Leonardo rappresenta l’epoca astronomica della Bilancia, è tecnicamente femmina per creare una disgiunzione con l’epoca dello Scorpione, rappresentata dall’apostolo Giuda (maschio). San Giovanni è stato quindi mascherato da donna dal pittore per un’esigenza di tipo tecnico: rappresentare la femmina del linguaggio astronomico, creando così un artificio visivo per simboleggiare un salto da un’epoca astronomica a un’altra.
Nel «Cenacolo» Leonardo fa uso anche di alcuni versetti della Bibbia: il soffitto a cassettoni richiama una numerazione associata al male, il 666. Come mai un numero satanico nell’«Ultima cena»?
Le pieghe della tovaglia, il soffitto a cassettoni, le lunette, gli apostoli, lo stesso Cristo hanno ciascuno un significato e un ruolo preciso. Il soffitto a cassettoni è per Leonardo il quadrato magico del Sole, composto da 6 quadrati in orizzontale, 6 in verticale e 6 in diagonale, ovvero il 666, il numero della Bestia che, nell’Apocalisse di Giovanni, arriva sulla Terra per la battaglia finale tra bene e male prima della fine dei tempi. Leonardo usa il quadrato per avvertire chi guarda la scena che si tratta di quell’epoca, del momento che si riferisce al 666 nelle Sacre scritture, ovvero del ritorno di Cristo. È un richiamo mnemonico come lo è anche la scena eucaristica in sé.Ma perché Leonardo ha lasciato tutti questi enigmi e rebus nei suoi dipinti?
Con i suoi scritti Leonardo ci ha teso un filo da seguire. Lui voleva lasciare delle tracce, sapeva che in futuro sarebbe stato letto. In una nota datata 1508, si scusa addirittura con il lettore per avere lasciato le carte alla rinfusa senza ricomporle in libri organizzati per materia. Il Cenacolo, come la Gioconda o la Vergine delle rocce, sono sequenze di un’unica storia. Leonardo inseriva anche delle profezie, ricavate dai suoi calcoli astronomici. E posso anticipare che anche la Gioconda possiede delle date che sono già passate e quindi profeticamente avveratesi

Moto GP 2010 - Gran Premio del Qatar

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MOTO GP - ORDINE di ARRIVO
01 Valentino Rossi - ITA - Fiat Yamaha Team - 42:50.099
02 Jorge Lorenzo - ESP - Fiat Yamaha Team - 01.022
03 Andrea Dovizioso - ITA - Repsol Honda Team - 01.865
04 Nicky Hayden - USA - Ducati Marlboro Team - 01.876
05 Ben Spies - USA - Monster Yamaha Tech 3 - 03.903
06 Randy De Puniet - FRA - Lcr Honda Motogp - 09.322
07 Daniel Pedrosa - ESP - Repsol Honda Team - 16.508
08 Colin Edwards - USA - Monster Yamaha Tech 3 - 19.867
09 Loris Capirossi - ITA - Rizla Suzuki Motogp - 20.893
10 Hiroshi Aoyama - JPN - Yamaha Factory Racing - 21.100
11 Marco Simoncelli - ITA - San Carlo Honda Gresini - 31.638
12 Hector Barbera - ESP - Paginas Amarillas Aspar - 32.573
13 Marco Melandri - ITA - San Carlo Honda Gresini - 40.780
14 Alvaro Bautista - ESP - Rizla Suzuki Motogp - 1 giro(i)
15 Aleix Espargaro - ESP - Pramac Racing - 15 giro(i)
16 Casey Stoner - AUS - Ducati Marlboro Team - 17 giro(i)
17 Mika Kallio - FIN - Pramac Racing - 20 giro(i)

MOTO GP - CLASSIFICA
01 Valentino Rossi 25
02 Jorge Lorenzo 20
03 Andrea Dovizioso 16
04 Nicky Hayden 13
05 Ben Spies 11
06 Randy De Puniet 10
07 Daniel Pedrosa 09
08 Colin Edwards 08
09 Loris Capirossi 07
10 Hiroshi Aoyama 06
11 Marco Simoncelli 05
12 Hector Barbera 04
13 Marco Melandri 03
14 Alvaro Bautista 02
15 Aleix Espargaro 01
16 Casey Stoner 00
17 Mika Kallio 00

CLASSE 250 - MOTO2 - ORDINE di ARRIVO
01 Shoya Tomizawa - JPN - Technomag-cip - 41:11.768
02 Alex Debon - ESP - Mavin Industries - 04.656
03 Jules Cluzel - FRA - Forward Racing - 04.789
04 Toni Elías - ESP - Gresini Racing Moto2 - 06.978
05 Roberto Rolfo - ITA - Italtrans S.t.r. - 07.178
06 Mattia Pasini - ITA - Jir Moto2 - 11.804
07 Thomas Luthi - CZE - Interwetten Moriwaki Moto2 - 11.861
08 Simone Corsi - ITA - Jir Moto2 - 12.346
09 Gábor Talmácsi - HUN - Fimmco Speed Up - 13.821
10 Sergio Gadea Panisello - ESP - Pons Racing - 20.189
11 Dominique Agerter - CZE - Technomag-cip - 21.289
12 Alex Baldolini - ITA - Caretta Technology Race Dept - 21.360
13 Fonsi Nieto - ESP - G22 Holiday Gym - 21.835
14 Karel Abraham - CZE - Cardion Ab Motoracing - 21.973
15 Lukas Pesek - CZE - Matteoni Racing - 26.265
16 Mike Di Meglio - FRA - Mapfre Aspar Team - 26.265
17 Ratthapark Wilairot - THA - Thai Honda Ptt Sag - 26.599
18 Kenny Noyes - USA - Jack & Jones By A.banderas - 33.833
19 Andrea Iannone - ITA - Fimmco Speed Up - 33.895
20 Claudio Corti - ITA - Forward Racing - 40.992
21 Arne Tode - GER - Racing Team Germany - 43.119
22 Hector Faubel - ESP - Marc Vds Racing Team - 43.249
23 Scott Redding - GBR - Marc Vds Racing Team - 45.397
24 Valentin Debise - FRA - Wtr San Marino Team - 46.472
25 Anthony Delhalle - FRA - Qatar Endurance Racing Team - 51.157
26 Vladimir Ivanov - RUS - Gresini Racing Moto2 - 54.252
27 Niccolo Canepa - ITA - Scot Racing Team - 54.631
28 Roberto Pietri - VEN - Italtrans S.t.r. - 01:15.976
29 Bernat Martinez - ESP - Maquinza-sag Team - 01:16.222
30 Yannick Guerra - ESP - G22 Holiday Gym - 01:20.651
31 Mashel Al Naimi - QAT - Blusens-stx - 01:20.719
32 Joan Olive - ESP - Jack & Jones By A.banderas - 01:41.990
33 Anthony West - AUS - Mz Racing Team - 12 giro(i)
34 Yuki Takahashi - JPN - Tech 3 Racing - 13 giro(i)
35 Vladimir Leonov - RUS - Vector Kiefer Racing - 13 giro(i)
36 Yonny Hernandez - COL - Blusens-stx - 17 giro(i)
37 Axel Pons - ESP - Pons Racing - 17 giro(i)
38 Raffaele De Rosa - ITA - Tech 3 Racing - 18 giro(i)
39 Alex De Angelis - SMR - Scot Racing Team - 20 giro(i)
40 Julian Simon - ESP - Mapfre Aspar Team - 20 giro(i)
41 Stefan Bradl - GER - Viessmann Kiefer Racing - 20 giro(i)

CLASSE 250 - MOTO2 - CLASSIFICA
01 Shoya Tomizawa 25
02 Alex Debon 20
03 Jules Cluzel 16
04 Toni Elías 13
05 Roberto Rolfo 11
06 Mattia Pasini 10
07 Thomas Luthi 09
08 Simone Corsi 08
09 Gábor Talmácsi 07
10 Sergio Gadea Panisello 06
11 Dominique Agerter 05
12 Alex Baldolini 04
13 Fonsi Nieto 03
14 Karel Abraham 02
15 Lukas Pesek 01
16 Stefan Bradl 00
17 Joan Olive 00
18 Axel Pons 00
19 Kenny Noyes 00
20 Ratthapark Wilairot 00
21 Alex De Angelis 00
22 Andrea Iannone 00
23 Raffaele De Rosa 00
24 Roberto Pietri 00
25 Arne Tode 00
26 Scott Redding 00
27 Valentin Debise 00
28 Vladimir Leonov 00
29 Niccolo Canepa 00
30 Julian Simon 00
31 Vladimir Ivanov 00
32 Mike Di Meglio 00
33 Claudio Corti 00
34 Yuki Takahashi 00
35 Yonny Hernandez 00
36 Yannick Guerra 00
37 Mashel Al Naimi 00
38 Bernat Martinez 00
39 Anthony West 00
40 Hector Faubel 00
41 Anthony Delhalle 00

CLASSE 125 - ORDINE di ARRIVO
01 Nicolas Terol Peidró - ESP - Bancaja Aspar Team 125cc - 38:25.644
02 Efren Vazquez Rodriguez - ESP - Derbi Racing Team - 02.395
03 Marc Márquez Alenta - ESP - Red Bull Ktm Moto Sport - 02.420
04 Pol Espargaró - ESP - Derbi Racing Team - 02.840
05 Sandro Cortese - GER - Ajo Motorsport Jr. - 03.526
06 Randy Krummenacher - SWI - Gross Racing - 03.569
07 Esteve Rabat Bergada - ESP - Blusens Bqr - 03.692
08 Bradley Smith - GBR - Bancaja Aspar Team 125cc - 13.719
09 Tomoyoshi Koyama - JPN - Racing Team Germany - 14.337
10 Alexis Masbou - FRA - Ongetta Team I.s.p.a. - 15.917
11 Daniel Webb - GBR - Andalucia Aprilia - 28.744
12 Johann Zarco - FRA - Wtr San Marino Team - 35.667
13 Alberto Moncayo Bernal - ESP - Andalucia Aprilia - 36.831
14 Jasper Iwema - NED - Cbc Corse - 36.854
15 Jonas Folger - GER - Ongetta Team I.s.p.a. - 38.899
16 Marcel Schrotter - GER - Ajo Interwetten - 38.991
17 Louis Rossi - FRA - Cbc Corse - 42.056
18 Sturla Fagerhaug - NOR - Champions Ride Days - 51.351
19 Jakub Kornfeil - CZE - Racing Team Germany - 56.496
20 Adrián Martín Lucas - ESP - Mavin Industries - 56.750
21 Muhammad Zulfahmi - MAS - Champions Ride Days - 01:21.998
22 Luca Marconi - ITA - Ongetta Team I.s.p.a. - 01:32.074
23 Quentin Jacquet - FRA - Gross Racing - 01:52.842
24 Marco Ravaioli - ITA - Rsw Racing - Ritirato
25 Luis Jaime Salom Horrach - ESP - Rsw Racing - Ritirato
26 Lorenzo Savadori - ITA - Matteoni Racing - 00''

CLASSE 125 - CLASSIFICA
01 Nicolas Terol Peidró 25
02 Efren Vazquez Rodriguez 20
03 Marc Márquez Alenta 16
04 Pol Espargaró 13
05 Sandro Cortese 11
06 Randy Krummenacher 10
07 Esteve Rabat Bergada 09
08 Bradley Smith 08
09 Tomoyoshi Koyama 07
10 Alexis Masbou 06
11 Daniel Webb 05
12 Johann Zarco 04
13 Alberto Moncayo Bernal 03
14 Jasper Iwema 02
15 Jonas Folger 01
16 Muhammad Zulfahmi 00
17 Adrián Martín Lucas 00
18 Lorenzo Savadori 00
19 Luis Jaime Salom Horrach 00
20 Sturla Fagerhaug 00
21 Louis Rossi 00
22 Marco Ravaioli 00
23 Marcel Schrotter 00
24 Quentin Jacquet 00
25 Jakub Kornfeil 00
26 Luca Marconi 00

La settimana calcistica - 11 Aprile 2010

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SERIE A – RISULTATI 33ª GIORNATA
Bologna - Lazio 2-3
Fiorentina - Inter 2-2
Juventus - Cagliari 1-0
Livorno - Udinese 0-2
Milan - Catania 2-2
Napoli - Parma 2-3
Palermo - Chievo 3-1
Roma - Atalanta 2-1
Sampdoria - Genoa 1-0
Siena - Bari 3-2

CLASSIFICA SERIE A
Inter 67
Roma 68
Milan 64
Palermo 54
Sampdoria 54
Juventus 51
Napoli 49
Fiorentina 46
Parma 46
Genoa 45
Bari 43
Cagliari 40
Catania 39
Chievo 38
Udinese 38
Lazio 37
Bologna 35
Atalanta 31
Siena 29
Livorno 26

CLASSIFICA MARCATORI SERIE A
Di Natale Antonio (Udinese) 23 Reti
Milito Diego (Inter) 19 Reti
Gilardino Alberto (Fiorentina) 15 Reti
Miccoli Fabrizio (Palermo) 15 Reti
Pazzini Giancarlo (Sampdoria) 14 Reti
Borriello Marco (Milan) 13 Reti
Matri Alessandro (Cagliari) 13 Reti
Barreto Paulo Vitor (Bari) 12 Reti
Hamsik Marek (Napoli) 12 Reti
Pato Alexandre (Milan) 12 Reti
Eto'o Samuel Fils (Inter) 11 Reti
Maccarone Massimo (Siena) 11 Reti
Vucinic Mirko (Roma) 11 Reti
Adailton Martins (Bologna) 10 Reti
Cavani Edinson (Palermo) 10 Reti
Floccari Sergio (Lazio) 10 Reti
Totti Francesco (Roma) 10 Reti
Di Vaio Marco (Bologna) 09 Reti
Floro Flores (Udinese) 09 Reti
Martinez Jorge (Catania) 09 Reti
Quagliarella Fabio (Napoli) 09 Reti
Ronaldinho Gaucho (Milan) 09 Reti
Tiribocchi Simone (Atalanta) 09 Reti

SERIE B RISULTATI 34ª GIORNATA
Albinoleffe - Cesena 1-2
Ancona - Crotone 0-1
Cittadella - Ascoli 2-0
Frosinone - Gallipoli 2-0
Grosseto - Vicenza 4-0
Lecce - Torino 2-1
Mantova - Piacenza 1-1
Modena - Sassuolo 1-1
Reggina - Empoli 1-1
Salernitana - Padova 0-0
Triestina - Brescia 0-1

CLASSIFICA SERIE B
Lecce 62
Brescia 55
Cesena 55
Sassuolo 55
Grosseto 53
Torino 53
Cittadella 51
Ancona 49
Crotone 47
Empoli 46
Modena 45
Piacenza 45
Albinoleffe 44
Ascoli 44
Frosinone 43
Triestina 42
Reggina 40
Vicenza 40
Padova 39
Mantova 38
Gallipoli 37
Salernitana 17

sabato 10 aprile 2010

Venezuela: Bruciati voti degli italiani all'estero

Distrutte migliaia di schede delle politiche 2008
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La ‘ndrangheta colpisce anche all’estero. Sembrerebbe infatti che migliaia di schede con il voto regolarmente espresso da italiani residenti in Venezuela per le elezioni politiche del 2008 siano state bruciate in un grande falò. È quanto emerge dai contenuti di un'intercettazione telefonica tra il faccendiere Aldo Miccichè, originario di Reggio Calabria, ma da anni in America Latina e in contatto con le cosche della Piana di Gioia Tauro, e un funzionario già di FI e attualmente del Pdl, Filippo Fani. La conversazione di Miccichè con Fani, nella quale il primo svelava i particolari della distruzione delle schede, è stata intercettata nell'ambito di un'inchiesta sfociata poi nel processo “Cent'anni di storia”, che si sta celebrando davanti alla Corte d'Assise di Palmi e che riguarda gli arresti dei presunti responsabili di una serie di crimini avvenuti nell'area di Gioia Tauro a seguito della rottura tra i due clan storici della zona, i Piromalli e i Molè.
Miccichè, rifugiatosi in Venezuela per sfuggire alle condanne che deve scontare in Italia, dice a Fani, in contatto con Barbara Contini che si occupava delle circoscrizioni estere: «Sai cosa ho fatto? Ho messo il tappo della benzina...così si è risolto ogni problema. Ho le ceneri, ve le posso mandare». A preoccupare Miccichè era una «candidata comunista di qua che ha chiesto aiuto a Chavez». Le intercettazioni fanno parte di un rapporto di oltre 300 pagine che la Questura di Reggio Calabria ha spedito il 2 maggio del 2008 alla Procura antimafia reggina. Una parte di queste conversazioni, quelle che riguardano in particolare il Senatore Marcello dell'Utri, sono state inviate a Palermo dove si celebra il processo d'appello al senatore del PdL. (Libero-News.it)
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RIPORTIAMO I COMMENTI ALL'ARTICOLO (due dei quali nostri)
PUBBLICATI SU Libero-News.it IN DATA ODIERNA
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Postato da delusodasilvio41
10/04/2010 alle 12.28
Voti dal sud
L'apparentemente piccolo, scandalo venezuelano getta ombre oscure sugli strepitosi successi PDL in certe Regioni. In Campania, appena la destra ha vinto le elezioni, le proteste anti-discariche sono miracolosamente terminate, in Sicilia maggioranze bulgare, in Calabria Lorriero massacrato dal concorrente PDL, I tempi della Banca Rasini, delle finanziarie svizzere, nate in un giorno e morte subito dopo aver concesso credito al Berlusca ,Vittorio Mangano, povero stalliere emigrato dalla Sicilia grazie all'amicizia con Dell'Utri, sono poi così lontani? Perchè tanta avversione destrorsa per le intercettazioni ed i pentiti e tanti tentativi di renderli sempre meno efficaci? Per salvare la privacy di tutti gli Italiani o solo di alcuni? Alla mia età, purtroppo, non riesco a soffocare il mio spirito critico forse, oppure è valido il detto "ony soit qui mal y pense" anche se non faccio parte dell'ordine della giarrettiera?
(delusodasilvio41)
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Postato da moceri
10/04/2010 alle 14.25
Per me è tutta una bufala
Non credo che queste cose siano avvenute in Venezuela. Secondo me è tutta una montatura creata ad arte proprio da quella candidata comunista (che tra l'altro ben conosco) che fantomaticamente sarebbe stata danneggiata. In ogni caso volendo ragionare per assurdo, il fatto dimostrerebbe solo che il voto all'estero non è accettabile, perchè in aperto contrasto con l'art. 48 della nostra Carta Costituzionale. La Legge Tremaglia va radicalmente modificata: Va abolito il voto per corrispondenza, e vanno ridisegnate le Ripartizioni della Circoscrizione Estero. Nel frattempo, fino alla nuova formulazione della legge, ci dovrebbe essere una pausa di riflessione e dovrebbero essere trovate le soluzioni per evitare che entri nel Parlamento Italiano chi con l'Italia non ha più niente a che vedere; per esempio quelli che nemmeno parlano la lingua italiana, o che scambiano Dante Alighieri con il vincitore di Sanremo, o quelli che si sentono intrinsecamente e completamente appartenenti alle nazioni di provenienza.
(Michele Moceri)
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Postato da delusodasilvio41
10/04/2010 alle 16.44
Circoscrizione Estero
Il 12/01/00 il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge costituzionale n.1 (G.U. nr.15 del 20/01/00) che, modificando l'art. 48 della costituzione, istituisce la circoscrizione estero. Che sia stata redatta troppo in fretta e che vada perfezionata sono d'accordo (vedi l'ex Sen. Di Girolamo), ma esiste e non è anticostituzionale. Una cosa non capisco :" perchè se una cosa viene da sinistra deve essere per forza una bufala", oltretutto è stata pubblicata da "Libero", che non si può proprio definire un giornale "rosso". E' certo, comunque, che, con questo sistema elettorale, in Italia ed all'estero ci sarà sempre del marcio, e chi ha il suo seggiolone in politica chiacchera chiacchera e non vuol cambiare niente se non, come sta facendo il Premier, per aumentare ulteriormente il proprio potere!
(delusodasilvio41)
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Postato da moceri
10/04/2010 alle 17.17
Sulla Circoscrizione Estero
E' vero che l'art. 48 Cost., così come gli art. 56 e 57 Cost. sono stati modificati con legge costituzionale, e quindi il voto all'estero è perfettamente legittimo, però è anche vero che la legge elettorale che istituisce le Ripartizioni nella Circoscrizione Estero e disciplina l'espletamento del voto all'estero, istituendo il voto per corrispondenza, è una legge ordinaria, che a parere del sottoscritto presenta diversi aspetti di incostituzionalità; primo fra tutti la mancanza di segretezza del voto sancito proprio dall'art. 48 della Cost. Ed inoltre, caro lei, desidero precisarle che in Venezuela sono vissuto 25 anni e di quel Paese conosco uomini e cose, e probabilmente conosco, anche molto bene, la candidata di cui trattasi, tra l'altro abbastanza nota per la sua rossa faziosità, e per far passare come scoop notizie e fatti assolutamente inesistenti. Non si tratta di negare tutto quello che proviene da sinistra, ma solo per onorare la sacrosanta verità.
(Michele Moceri)
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Postato da delusodasilvio41
10/04/2010 alle 20.22
Circoscrizione estera
Lei spiega esaurientemente il perchè occorrano modifiche alla legge che disciplina il voto degli italiani all'estero, resta , comunque, sempre necessario aspettare controprove prima di definire un fatto una bufala, da qualunque fonte arrivi. Sono certo che Lei conosca meglio di me quella signora di "rossi costumi" ma anche Miccichè è ben........conosciuto! Sempre per amore di verità.
(delusodasilvio41)