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sabato 8 maggio 2010

Comunicato Stampa del PdL di Monsummano

Garantire l'acqua a tutte le persone in difficoltà
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Nell’ultimo consiglio comunale, svoltosi venerdì 30 Aprile u. s., la maggioranza di sinistra ha dato l’ennesima prova di strumentaliz-zazione e faziosità politica.
Nella discussione di un Ordine del giorno, sulla gestione dell’acqua, presentato dall’Idv e da Rifondazione comunista, il gruppoPdL, pur dichiarandosi preliminarmente d'accordo sul contenuto dello stesso, anche se in contrasto con le motivazioni politiche che avevano indotto i gruppi sottoscrittori alla presentazione, al fine di migliorarne il contenuto per maggiormente proteggere la fasce più deboli, ha proposto due emendamenti, entrambi tendenti a garantire un minimo di quantità di acqua per la sopravvivenza e per il rispetto della dignità dell’essere umano anche a coloro che a causa di disagi socio-economici si possono trovare, nel corso della propria vita, in difficoltà economica ed ai nuclei familiari con all’interno anziani particolarmente non autosufficienti, bambini, diversamente abili o persone con particolare disagio, che non intervenisse nemmeno la riduzione, ma il comune si facesse carico delle spese attraverso quei fondi di solidarietà sociale di cui tanto si vanta l'Amministrazione comunale.
Tutto questo ad integrazione dell’Art. 3 della Carta dei Servizi di Acque S.p.A., dove è prevista la sospensione del servizio in caso di morosità. L’acqua come risorsa primaria, come diritto inalienabile, come bene dell’umanità, sono i principi ispiratori dell’ordine del giorno che ha trovato tutto il consiglio comunale in armonia, ma al momento in cui l’opposizione ha fatto una proposta coerente con quei principi, la maggioranza l’ha respinta, dimostrando la solita arroganza. Infatti, dopo aver interrotto i lavori del Consiglio comunale per più di venti minuti per prendere una decisione comune con i capigruppo, la maggioranza è tornata nei propri seggi ed ha respinto la proposta di integrazione del PdL, motivando il voto con sterili argomentazioni di carattere politico nazionale, che nulla avevano a che vedere con l’argomento discusso in aula in quel momento, che riguardava appunto esclusivamente il Comune di Monsummano.
Allora è normale pensare che questo Ordine del giorno fosse solo uno strumento politico che vuole tutelare gli Ato ma non i cittadini, un punto in cui neppure i coloro che lo presentavano credevano veramente, ma solo una enunciazione di bei proclami che alla fine lasciano il tempo che trovano.
Il Sindaco Vanni inoltre, ha accusato il PdL di non voler votare l’Ordine del giorno, di andare contro la linea del Governo nazionale, e, infine, non ancora soddisfatto, ha citato la partecipazione del Comune nell’Ato, per dimostrare che il Comune non ha privatizzato l’acqua. Ha praticamente fatto un processo alle intenzioni dell’opposizione che in realtà si era manifestata favorevole all’Ordine del giorno e aveva presentato l’emendamento perfettamente in linea con le disposizioni del governo nazionale (privatizzazione della gestione dell’acqua, non dell’acqua), ed ha fatto una citazione del tutto fuori luogo visto che la partecipazione del Comune di Monsummano nell’Ato è appena dello 0,2%, quindi non conta assolutamente nulla.
Ma non era la sinistra che un tempo difendeva le cause delle classi meno abbienti? Evidentemente i tempi sono cambiati ed ora alla sinistra interessa di più una cosa: dire strumentalmente e metodicamente di no a qualsiasi proposta provenga dal Popolo della Libertà, il Partito della loro ossessione, il Partito dell’odiato Presidente Berlusconi. Anche quando queste proposte vanno incontro alle esigenze dei cittadini più bisognosi.

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