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domenica 23 maggio 2010

Il Punto dell'On.le Marco Zacchera del PdL

n. 323 del 23 Maggio 2010
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INTERCETTAZIONI, PRIVACY E LIBERTA’
Una legge che mi è sempre sembrata molto ipocrita è quella sulla “privacy” visto che mentre ogni giorno si rompono mille volte le scatole ai cittadini per le sciocchezze più strane (quante volte avete firmato in bianco moduli su moduli - dove è scritto chissà cosa - solo perché altri potessero usare i vostri dati anagrafici?) riempiendo migliaia di inutili formulari, ecco che improvvisamente la “privacy” scompare quando giornali e TV possono impunemente dire, stampare, riprodurre su di voi tutto quello che vogliono: telefonate, atti, documenti, magari anche per questioni di cui neppure siete a conoscenza e che non c’entrano nulla con i casi oggetto di indagine. Così rischiate di finire nel tritacarne mediatico anche se voi siete solo un terzo assolutamente estraneo rispetto a situazioni con cui non avete nessun rapporto, ma senza saperlo avete contatto qualcuno che a sua volta – e voi lo ignoravate – per qualche motivo ha parlato con un intercettato. Centinaia di migliaia di intercettazioni (spesso di dubbia utilità) che costano ogni anno decine di milioni di euro e maciullano ogni privacy.
In una nazione dove il cicaleggio, il gossip e le chiacchiere da bar o di condominio sono il sale della vita quotidiana e le maldicenze lo sport nazionale è vero che la libertà di stampa deve permettere di far conoscere al pubblico le più grandi nefandezze di ciascuno, soprattutto se persona pubblica, ma nessuno oggi si sogna di verificarne i riscontri prima della pubblicazione e così c’è gente del tutto innocente che dopo aver visto pubblicati nomi, verbali, intercettazioni, colloqui privati di nessun rilievo penale si ritrova messa ingiustamente alla gogna con “processi virtuali”.
Di qui la necessità di una norma che permetta sì le intercettazioni se sono utili ad una indagine giudiziaria, ma solo per un tempo ragionevole e che le consideri secretate almeno finchè un giudice non abbia rinviato a giudizio un imputato avendo effettivamente riscontrato contro di lui elementi di reato.
La nuova legge dalla prossima settimana all’esame del Parlamento – attaccatissima dalla sinistra - vuole insomma mettere un po’ di ordine nel caos di questi anni. Mi auguro che alla fine prevalga un testo che non deve nascondere la verità giudiziaria né tanto meno bloccare il lavoro dei giudici, ma debba imporre un minimo di cautele almeno finchè un imputato non diventi tale e stralciando comunque dalle pubblicazioni tutto ciò che si riferisca a persone che non abbiano diretto rapporto con le indagini.
Un po’ di equilibrio, insomma, per una questione che va affrontata con un po’ di buon senso e – per una volta – di “privacy” vera, dicendo si alla possibilità di indagini serie (e per farlo servono anche le intercettazioni), ma che poi queste restino coperte dal segreto istruttorio e siano distrutte se non servono alla Giustizia. Per ottenere questo purtroppo si deve poter condannare chi fa il furbo nel diffondere notizie riservate, soprattutto se interne agli uffici giudiziari (tra l’altro: è mai possibile che non si trovi mai nessuno responsabile delle “fughe di notizie”?) , così come chi lo fa si deve assumere le proprie responsabilità nel pubblicarle. La libertà di informazione passa anche nella libertà e con il rispetto delle persone..
LA CRISI SECONDO SANTORO
C’è la crisi, gente, ed è quindi giusto per tutti tirare la cinghia: stipendi, pensioni, evasori...ce n’è per tutti tranne che per Michele Santoro, il perseguitato politico italiano n.1, quello che la bieca censura congiunta plutoberlusconianfascista vuole – cattivi! – estromettere da Rai 2.
Vili mascalzoni che lo ridurranno alla mendicità con figli esuli a carico! Inaudito colpire proprio lui, che – protestando - giustamente adesso replica e se la prende con tutti. Ne fanno le spese nei suoi show televisivi (visto che tanto parla sempre solo lui) non solo i predetti berlusconianfascisti, ma anche con i “compagni” della sinistra che – ingrati! - non ne riconoscono le sue doti eccelse di imparzialità, correttezza, alto senso del dovere, dello spirito di sacrificio e sprezzo del pericolo.
Pronto ad abbandonare i compagni di lotta (e di ex governo) per non tradirli durante il prossimo periodo di clandestinità, Michele Santoro ce l’ha con tutti, spara ad alzo zero e giustamente dall’ultimo baluardo libero dell’etere del servizio pubblico (pubblico?!) lancia il suo appello per la difesa della democrazia e della libertà, prima che gli stacchino il microfono e lui non possa lanciare più il suo alto appello democratico, libero, austero.
Bravo, Michele, avanti così: tra compagni non deve esserci il richiamo del vile denaro, ma solo dell’Ideale. “Proletari di tutto il mondo, unitevi!” e tu d'altronde giustamente sostenevi a Samarcanda “ Noi siamo fatti così: facciamo le file, abbiamo macchine sfigate, andiamo a far la spesa ai supermercati, prendiamo la metropolitana.” Bravo Michele: le battaglie si fanno per lotta e per amore, disinteressatamente, non certo per bassi motivi economici.
Apriamo quindi una sottoscrizione per Michele Santoro che verrà cacciato dai cattivoni di Mamma Rai senza un soldo in tasca, come un barbone, prossimamente costretto a chiedere la carità e a cenare alla mensa dei poveri.
Ps: Per la sua buonuscita (la terza!) il buon Santoro riceverà quindi “solo” tra i 2,5 e i 2,7 milioni di euro. Inoltre “La Rai continuerà ad avvalersi di Santoro che in questo modo avrà la possibilità di sperimentare nuovi generi televisivi attraverso un ulteriore sviluppo del proprio percorso professionale, mentre la sua prossima collaborazione con la Rai è valutata in tre anni in altri 7 milioni di euro, in cambio di sette o otto docu-fiction.” (tratto letterale dal Corriere della Sera). Insomma: circa 10 milioni di euro (20 miliardi!!) che Santoro prenderà come buonuscita ed immediato reingresso per poter tornare a rimbambirci con altre puntate dei suoi impareggiabili e soprattutto obbiettivi programmi. Milioni di euro che restano tutti a carico del “servizio pubblico” e quindi degli italiani obbligati a pagare il canone RAI.
W la coerenza, alla faccia della crisi e dei contenimenti di spesa!
CREARE UNA COMUNITA’
Sabato scorso – in occasione della festa patronale di San Vittore – come sindaco della città ho preso la parola al termine della S.Messa concelebrata dai sacerdoti della città. Questo un sunto del mio intervento :
“ E’ uso che in questa cerimonia il sindaco prenda la parola e consegni alla basilica di san Vittore un’offerta a nome della città in segno di ringraziamento per l’attività svolta dalla comunità cristiana.
E’ per me questo un momento significativo ed importante e non vi nascondo l’emozione che sento dentro di me in questo momento perché credo che proprio questa sia l’occasione annuale più importante in cui chi è chiamato dal voto popolare a portare la responsabilità dell’amministrazione cittadina capisca fino in fondo il valore ma anche la delicatezza del proprio ruolo e soprattutto la necessità di saper interpretare TUTTA una comunità cittadina.
Oggi è infatti la festa della nostra comunità, ma per “far festa” bisogna sentirsi uniti, nella consapevolezza di voler crescere insieme ma anche nella responsabilità di assumerci, tutti e ciascuno, il senso di questa nostra, comune appartenenza. Quindi - prima di tutto – far festaè rilanciare un messaggio che corre nel tempo, da centinaia di anni, che attraversa le mura di questa basilica e quelle di tutte le chiese della nostra città che da circa 1700 anni, in questi luoghi, trasmettono una ininterrotta tradizione cristiana. E’ un segno per le nuove generazioni che ci succederanno, è il ricordo di tanti che non ci sono più, di una comunità cristiana fatta di oratori, comunità parrocchiali, gruppi scouts, volontariato, assistenza, accoglienza alle migliaia di persone che a Verbania sono giunti come stranieri e man mano diventano, con senso di responsabilità e tanti sacrifici, nuovi cittadini.
“Senso di appartenenza”, ma per dare senso a questa appartenenza comunitaria credo che questa festa debba allora anche assumere un significato concreto e quindi di anno in anno proporrò in questa occasione degli obbiettivi specifici da verificare nel loro compimento durante la festa dell’anno successivo. Per questo, a nome dei miei collaboratori assessori e consiglieri comunali che ho l’onore di dirigere, propongo alla comunità due obbiettivi concreti per questo anno 2010-2011.
Con la prima vogliamo rendere omaggio a tutti i verbanesi che nel mondo, lontano da Verbania, lavorano o hanno lavorato donando sé stessi al bene comune, ai poveri, alla diffusione della fede cristiana, alla solidarietà.
Molti di voi conoscono Suor Maria Luisa Spitti, missionaria salesiana in Mozambico. Là, sotto la sua responsabilità e con l’aiuto di tutti voi, vogliamo quest’anno costruire come tangibile segno comunitario un ostello per ragazze nei sobborghi della città di NACALA per assisterle quando devono andare a scuola, lontane dai loro villaggi. Questa scelta non è casuale, ma vuole anche adempiere ad un impegno. Molti di voi hanno conosciuto il cav. GIOVANNI BIANCHI, purtroppo mancato alcuni mesi fa. Giovanni Bianchi è stato per molti anni amministratore comunale e presidente del comitato del Gemellaggio e poco prima di morire mi chiese espressamente di realizzare un segno tangibile in suo ricordo in Africa con una iniziativa volta anche a sensibilizzare e curare la gente colpita dall’AIDS. Un’Africa dove suo fratello, padre ANTONIO BIANCHI, verbanese, è missionario in Kenya da oltre 50 anni, missionario della Consolata.
Intitoleremo quindi a ricordo di Giovanni Bianchi questa struttura che realizzeremo insieme anche alla Fondazione Comunitaria del VCO e che prevede un investimento di 62.000 euro: un pensionato, iniziative agricole, un centro sociale e medico in una regione dove purtroppo l’ AIDS è endemico e dove la gente va sensibilizzata ai rischi e a comportamenti responsabili.
La seconda iniziativa è invece una proposta tutta INTERNA alla nostra comunità. L’avevo già accennata in occasione della visita pastorale di mons. Vescovo a Verbania lo scorso 15 febbraio, e approfitto ora anche di questa occasione per fargli a nome di tutti auguri sinceri di pronta guarigione. Vi ricordo che Verbania è una città progressivamente sempre più anziana. Il 67% delle famiglie sono composte al massimo di due persone, il 39% famiglie di persone sole, quasi sempre anziane e per lo più donne rimaste sole. “Adottiamo un anziano” sarà quindi la nostra seconda iniziativa. Adottare significa impegnarsi con continuità a stare vicino ad una persona anziana non necessariamente parente o della propria famiglia. Stare vicino particolarmente ad un’amica, ad una vicino di casa, ad una persona ricoverata in uno dei nostri istituti. Condividere con lei una visita, un invito al ristorante, un po’ di calore umano, di tempo e di amicizia. In modo continuativo, serio, dedicando ciascuno di noi un po’ di sé stesso. Il Comune - siamo già d’accordo come giunta, assessorato all’assistenza, staff degli uffici – è pronto a dare concretamente una mano, a raccogliere segnalazioni, a finanziare micro-progetti specifici, a mettere a disposizione buoni-pasto, taxi a chiamata, assistenza di prossimità. Ma il dono vero di “Adottiamo un anziano” deve essere l’amore che ciascuno può dare specificatamente, individualmente, almeno ad un anziano, soprattutto se solo.
Queste due iniziative potremo portarle avanti durante questo anno e l’anno prossimo - se saremo ancora qui in questa chiesa - renderemo grazie al Signore se saremo stati capaci, tutti insieme, di realizzarle e sceglieremo insieme qualche altro obbiettivo specifico per dare spessore e valore alla nostra festa. Una festa che non sia solo una celebrazione, ma un momento di condivisione, di forte unità ed identità comunitaria, soprattutto di grande e sincera, reciproca amicizia.
UN SALUTO E BUONA SETTIMANA A TUTTI ! MARCO ZACCHERA

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