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domenica 17 ottobre 2010

Il Punto dell'On.le Marco Zacchera del PdL

n. 339 del 16 Ottobre 2010
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AUTONOMIA, FISCO E FEDERALISMO
Vedo troppe cose che non vanno, assurdità, sprechi, ritardi e non è questione del colore politico di chi governa, ma della “macchina” che non funziona. Esempi concreti a decine, ma il problema sostanziale è che una quota maggiore delle risorse pagate dai cittadini devono rimanere là dove vengono prodotte e, soprattutto, che per i servizi erogati lo Stato paghi una quota più o meno uguale per tutti.
Questo concetto deve valere per il costo di una operazione di appendicite come di un qualsiasi servizio pubblico e chi ha sprecato risorse sia chiamato davvero ad una maggiore responsabilità per non continuare a essere a carico di chi invece si è comportato bene, magari tirando la cinghia.
Queste cose le sostengo a tutti i livelli e sono convinto che Berlusconi vorrebbe applicare questi principi ad occhi chiusi, ma la “macchina” macina anni e risorse indipendentemente da chi sta al timone. Se ogni volta però che Brunetta, Tremonti, la Gelmini o chiunque altro prova a cambiare qualcosa si trova solo e soltanto dei muri di “no”, come ne verremo fuori?
Solo con la responsabilizzazione “di base”, perché solo là dove l’amministratore pubblico è direttamente conosciuto, apprezzato o criticato dai propri cittadini che sentirà il proprio senso di responsabilità. Un Federalismo solidale e “dal basso” è l’unico modo per il cittadino di imporre un minimo di vero controllo sugli eletti. Ma chi amministra deve poi avere anche la possibilità di farlo: da più di un anno sono sindaco e non mi lamento per la fatica o le responsabilità, ma per il ritmo lento lento delle decisioni, dei controlli, delle procedure, dei vincoli, dei costi “aggiunti” per osservare un burocratico sistema di controlli sempre impenetrabile, opaco, messo lì ufficialmente per evitare gli abusi ma che blocca chi vuol lavorare e crea alibi per chi invece vuol starsene tranquillo. Purtroppo questa è la sacrosanta verità!
SERIETA? COERENZA !
La scorsa settimana sottolineavo come il 15 ottobre di ogni anno ogni comune d’Italia dovrebbe approvare in giunta le bozze di bilancio per l’anno successivo e il relativo piano degli investimenti, ma quest’anno è ancora sconosciuta l’entità dei “tagli” agli enti locali. Inoltre non si sa ancora se nel taglio sia compreso o meno il cespite dell’ICI il che comporta una “forbice” di ipotesi che può far sballare ogni ipotesi di bilancio. Ma – soprattutto – si impongono tagli fino all’80% di singoli capitoli di spesa (ad esempio le mostre e di fatto le iniziative turistiche e culturali). Posso capire che servono tagli alla spesa pubblica ma allora si stabilisca che ogni comune o amministrazione locale – stabilito un “tetto” di spesa – sia poi libera di decidere come e dove operare tagli e riduzioni perché è ASSURDO non permettere – ad esempio – alle località turistiche di organizzare eventi di richiamo o, peggio, non capire che l’Italia è soprattutto cultura, monumenti, storia, arte: se non può essere usata per creare turismo, indotto e attività collegate ci distruggiamo la cosa più importante che abbiamo. PER QUESTO MOTIVO HO PRESO LA PAROLA MERCOLEDI’ ALLA CAMERA E IN DISSENSO NON HO VOTATO LA MOZIONE DELLA MAGGIORANZA SULLO SCHEMA DI FINANZA PUBBLICA 2011-2013. In aula c’erano Tremonti e numerosi ministri: forse non avranno gradito il mio intervento, ma con estrema serenità e libertà ho spiegato il mio punto di vista annunciando che continuerò a dissentire pubblicamente se non vedrò decisioni serie, motivate, coerenti.
PIEMONTE: GIUSTIZIA PER LE ELEZIONI !
Nei prossimi giorni il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi sul voto regionale del Piemonte dove la gente ha eletto a proprio Governatore ROBERTO COTA con circa 10.000 voti di scarto. Non è pensabile che per cavilli giuridici venga cancellato il voto popolare e torni così per discutibili sentenze una amministrazione di sinistra. Sono serenamente certo che la Magistratura opererà con correttezza, ma poiché le cose sembravano ben chiare a tutti e si vogliono ora invece ingarbugliare, conviene ricordare almeno quattro punti.
- Ammesso anche non fossero valide per difetto di presentazione due liste ammesse al voto, resta il fatto che il voto era plurimo (per le liste E per il governatore), come espressamente noto nelle istruzioni elettorali.
- Ove venisse quindi anche cancellata una lista e i voti ad essa attribuiti, questo può al limite valere per gli eletti in consiglio regionale con quella lista, ma non può valere per il voto dato al Presidente, anche perché se quei simboli (che comunque indicavano “COTA” grande così nel loro simbolo) non fossero state stampate sulla scheda, i loro elettori avrebbero votato altre liste di appoggio a Cota, ben difficilmente per la Bresso. Tra l’altro una delle due liste contestate era quella proprio dei fuoriusciti dell’ UDC ufficialmente schierati contro l’ex presidente.
- Il TAR del Piemonte sta facendo fare un conteggio costoso quanto del tutto inutile perché si sa benissimo che oltre il 90% degli elettori non vota “due volte” ma appunto solo una lista. Voler quindi ipoteticamente tener conto solo dei voti espressamente indicanti la “doppia croce” sulla scheda significa voler cancellare la volontà VERA della gente.
- Ma erano poi davvero liste non presentabili? Ma se è stato addirittura un tribunale a volerle inserire quando - prima delle elezioni - c’era già stato un ricorso sulla loro presentazione, respinto. Siamo all’assurdo: il tribunale prima inserisce le liste e ora il TAR annulla le elezioni perché erano state inserite le stesse liste? Mi sembra che stiamo rasentando l’assurdo.
- In ogni caso rifare domani le elezioni cambiando i candidati è altrettanto assurdo: per coerenza allora bisognerebbe rivoltare con gli stessi candidati, le stesse liste (tolte quelle “incriminate”) e non cambiare tutto il quadro elettorale. Intanto che i giudici ci pensano (e nell’aria c’è un nuovo rinvio) potete immaginarvi come sia condizionato l’andamento della regione in questo stato di incertezza.
ATTIVITA’ PARLAMENTARE
Segnalo alcune mie iniziative parlamentari della settimana: interrogazioni per l’incentivazione del “Car pooling” e di un sistema di “Contabilità ambientale”, un intervento perché nella prossima legge finanziaria vi sia più attenzione verso i comuni con i conti in ordine. Una proposta infine che andrebbe approfondita ed accolta: piantumare gli svincoli e le massicciate delle autostrade (ovviamente rispettando i criteri di sicurezza) con migliaia di nuovi alberi che non solo sarebbero ecologicamente utili, ma spesso darebbero anche una mano per ridurre i rumori, l’inquinamento, l’impatto ambientale e fungendo anche da barriere frangivento. Chissà se il ministero dell’Ambiente e società Autostrade riprenderanno con i fatti questa mia proposta che ho loro inviato.
UN CALOROSO SALUTO A TUTTI! MARCO ZACCHERA