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lunedì 27 febbraio 2012

L'antipolitica e l'ingiustizia della giustizia

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C’è nell’aria un profumo di antipolitica che ci porta a dimenticare quanto di buono si è fatto per non lasciare il nostro Paese nelle mani dei mestieranti della politica.
A questo hanno sicuramente concorso due fattori:
Il primo è la conseguenza, in modo particolare, degli avvenimenti degli ultimi cento giorni. Il cittadino è frastornato... è diventato improvvisamente insicuro... si sente depresso. La crisi ha stretto a tutti il cappio al collo. Le antiche certezze sono improvvisamente crollate.
Il secondo fattore è una parte della magistratura, fortunatamente di ampia minoranza, ma estremamente politicizzata, sempre a sinistra o all'estrema sinistra, che fa venir meno quel faro di certezza che illuminava la tetra notte dell'ingiustizia generalizzata che ha caratterizzato il recente passato dell'Italia.
Ricordo che qualche hanno fa la magistratura era l'organo a cui i cittadini guardavano come baluardo contro le angherie ed i soprusi.
Oggi invece, dobbiamo assistere a quanto di più ingiusto ci possa essere.
Gli imputati diventano testimoni d'accusa fino a quando accusano chi sta nel mirino, se non accusano più allora non sono credibili. I testimoni a difesa dell'imputato si cancellano. Tanto che bisogno c'è di sentirli!!!
Poi ci sono le interpretazioni. Per esempio la prescrizione, per il pm De Pasquale, scatta con bizzarre interpretazioni che fanno a cazzotti con il principio generale della certezza del diritto.
Ed allora?
Sarò di parte... Anzi sono sicuramente di parte... Però sono in buona fede convinto di essere dal lato della ragione... E sono in pace con me stesso e con la mia coscienza quando lotto, almeno a parole, contro ogni forma di ingiustizia. Contro ogni forma di barbarie ... ed in modo particolare contro l’ingiustizia della giustizia!!!

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