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giovedì 6 maggio 2010

Venezuela: Hugo Chavèz fa arrestare i macellai

Come a Cuba anche in Venezuela l'accesso alla carne di qualità per il popolo è sempre più difficile
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A Caracas, nel quartiere di classe media della Candelaria, la macelleria di William Salamanca la conoscono tutti, ma proprio tutti. “Da lui ci sono i migliori cortes, o come dite voi in italiano tagli, per fare grigliate e il miglior bife de lomo, il vostro filetto”, spiega doña Maria del Pilar che da trent’anni si rifornisce qui.
La macelleria Salamanca è un’istituzione nel quartiere, da generazioni. Prima Pedro, il padre, e da una decina d’anni da William che, per sua stessa ammissione, adesso dice che preferisce “non vendere niente piuttosto che offrire ai miei clienti storici carne di una bestia di dubbia provenienza”. William è un macellaio di quelli all’antica che vanno di macello in macello per controllare i bovini e i suini che poi compra, fa macellare e rivende agli abitanti del suo quartiere.
Il problema è che essere “all’antica” e privilegiare la carne di qualità lo ha portato un paio di giorni fa diritto in carcere.
“Lunedì è entrato in macelleria un operativo della Polizia Militare”, spiega lui ancora sotto shock. Assieme ai poliziotti in assetto da guerra un paio di burocrati dell’Indepabis, una sorta di Codacons pubblico introdotto nell’agosto del 2008 dal Presidente venezuelano Hugo Rafael Chavèz Frias, che dopo avergli recitato una lunga sfilza di reati contro “il popolo bolivariano” hanno messo le manette ai polsi di William e lo hanno tradotto nel carcere di massima sicurezza di Fuerte Tiuna.
Insieme a lui, quasi contemporaneamente sono stati arrestati anche una cinquantina di suoi colleghi, tutti ritenuti responsabili di "speculare" con i prezzi della bistecca. “Se non fossi stata presente in macelleria”, spiega Ana Rodriguez, 45 anni e tre figli a cui voleva semplicemente cucinare una fettina di vitello e per questo era andata da Salamanca, “avrei pensato ad uno scherzo di Carnevale o ad una barzelletta”.
Invece è tutto tristemente vero e sintomatico dell’atmosfera sempre più paradossale che si respira ormai nella vita quotidiana dei cittadini venezuelani. L’accusa comunque è altisonante. Il principale capo di imputazione che nei giorni scorsi ha portato William e altre decine di macellai di Caracas nelle patrie galere è, infatti, quello di “non essersi attenuto ai prezzi stabiliti dallo stato”, nella maggior parte dei prodotti “venduti al popolo della repubblica bolivariana del Venezuela”. Insomma, chiaro il messaggio: la fettina di vitellone o la vendi ai prezzi fissati dal governo o finisci dietro le sbarre.
Il fatto è che la carne di qualità nessun fornitore la produce e vende ai prezzi politici stabiliti lo scorso anno dal regime, che sono addirittura un quinto di quelli di mercato. Ed è un problema reale che porta ad un’altra domanda: cosa dare allora ai propri clienti? Una domanda per la quale evidentemente non c’erano molte risposte. Tant’è che sino a lunedì, nella miglior prassi da repubblica delle banane sudamericana tutto era rimasto come prima.
Nonostante la legge e i “muscoli” degli annunci chavisti contro gli “squallidi macellai speculatori”. Per cui chi voleva carne buona e aveva i soldi la comprava al prezzo di mercato. Solo i “supermercati del popolo”, dove sugli scaffali spesso l’unica carne disponibile è quella di maiale e peraltro di dubbia provenienza, si sono attenuti alle direttive di prezzo governative. Dall’altroieri invece le cose sono cambiate e di brutto. William è finito in galera con l’accusa infamante di essere uno “squallido macellaio speculatore”. “Mi hanno trattato come un delinquente, spogliato e perquisito come i criminali più pericolosi. Tutto questo in nome della legge, è assurdo” fa sapere disperato per la propria condizione.
Eppure ce l’aveva messa tutta per tentare di dare un colpo al cerchio e uno alla botte. “Ma ditemi voi come si fa, avevo perfino licenziato i miei garzoni. Non riuscivo a rientrare lo stesso con le spese. Questa legge non ha senso, è fuori dal mondo!”. E adesso l’unica soluzione pensa sarà la chiusura. “Di certo non intendo marcire in carcere solo per aver fatto bene il mio lavoro di macellaio” ci tiene a puntualizzare.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

é propio una vergogna quello che sta succedento in questo bel paese purtroppo a lo sbando tutto per colpa di un discepolo del caiman di cuba che con il potere dei petrodollari dati dagli americani sta portando ala rovina sia il paese che lo produce ma con il denara sta convolgendo i paesi come Cuba /Venezuela/ Bolivia / Equador Nigaragua e per ultimo LO ciullo del matrimonio Presidenciale Argentina Viva Venezuela

Anonimo ha detto...

Michele Congratulazioni un bel articolo Mi è molto piaciuto gli Italiani che adorano tanto il Che Guevara e Fidel Dovrebbero vivere in carne e ossa quello che sta vivendo quel paese che tanto noi Italiani siamo in debito
un saluto

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)