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martedì 6 luglio 2010

Il Punto dell'On.le Marco Zacchera del PdL

n. 329 del 04 Luglio 2010
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INTERCETTAZIONI
Mi è capitato in mano davvero per caso per caso un quotidiano di un anno fa ma, sfogliandolo, ci ho messo un attimo a capire che non era quello di oggi: quasi tutti gli argomenti, i titoli, le polemiche in Italia anno dopo anno sono una desolante fotocopia.
Da mesi si gira intorno al problema di una nuova legge sulle intercettazioni che rischia di disfare il governo tra idee, contrappunti, ultimatum. Ma possibile che non si riesca a trovare una sintesi seria che prenda atto del problema e lo regoli? Risulterebbe che in Italia ci siano 758.000 utenze telefoniche “ascoltate” di recente contro le 3.000 degli USA. A parte che mi sembrano due dati sballati (un po’ come le auto-blu: 600.000 in Italia e solo 3.000 negli USA, io non ci credo…) resta il fatto che credo sia necessario: a) ridurre il numero delle intercettazioni a quelle effettivamente necessarie, visto anche il loro costo esorbitante che oggi rappresentano per l’ intera collettività; b) imporre che non vengano pubblicati i testi delle intercettazioni almeno finché non siano stai visti od ascoltati da un giudice, sanzionando chi mette in piazza o pubblica notizie ancora riservate; c) distinguere tra intercettazioni utili alle indagini e questioni private che – se non attinenti ai reati – vanno distrutte salvaguardando il diritto alla riservatezza personale, il che – tra l’altro – è sancito dalla Costituzione.
Certo ci sono percezioni diverse su ciascun punto, ma mi rifiuto di credere che non si possa trovare un accordo logico e chiaro, senza abusi e senza esasperati colpi di spugna perché chi compie un reato va pur scoperto, anche se non si può ascoltare tutti solo per “scoprire” potenziali reati o diamo addio – come sta avvenendo – ad un sacrosanto minimo di privacy.
Quindi niente “legge bavaglio” come sostiene certa sinistra, ma corretta necessità che non si possano diffondere testi di interviste a mezzo stampa se non sia neppure iniziato un processo ad una qualsiasi persona che – sempre per definizione costituzionale – è da considerarsi innocente fino a sentenza definitiva. Purtroppo troppe volte, invece, in Italia succede esattamente il contrario.
UNA STRUTTURA PER IL PDL
Le cronache politiche parlano ogni giorno di nuovi gruppi, sottogruppi, “fondazioni”, proposte organizzative portate avanti da questa o quella “anima” del PDL che di fatto – a poco più di un anno dalla fondazione – appare sempre di più un corpo indistinto pieno di voti, ma povero non tanto di idee quanto di capacità di interpretarle.
Una volta di più mi ripeto: mancano le regole, un minimo di disciplina, dipartimenti che funzionino, una gerarchia territoriale. Insomma: se paragoniamo il Popolo Delle Libertà ai partiti “storici” della politica italiana siamo lontani anni-luce, il che potrebbe anche essere cosa positiva se però lo si fosse deciso e si fosse proposto (ed applicato) un diverso modo strategico di aggregare le persone per fare attività politica. Non si va molto avanti su questa strada, anche perché quello che appare al vertice – a cominciare dalle punzecchiature tra Fini e alcuni dirigenti del partito - si ripete (peggiorato) in periferia. Possibile che non ci si vuole rendersene conto?
MISTERI PALERMITANI
Non so se il Senatore Marcello Dell’Utri possa essere o no colpevole di “associazione esterna” alla mafia. Personalmente mi è sempre sembrato uno storico e letterato acuto ed è sicuramente una persona simpatica, ma non conosco il mondo politico siciliano. Quello che mi ha sconcertato è l’assurdità della sentenza di Palermo dove – sto ai commenti dei giornali – in pratica si è detto che l’interessato non è stato in contatto mafioso né ha favorito la mafia dopo il ’92 ma (forse) para-mafioso lo sarebbe stato prima. Ma se Dell’Utri era un mafioso (e più o meno credibili pentiti hanno ribadito che lo sarebbe stato soprattutto in questi anni, quando con Berlusconi Dell’Utri è entrato in politica) come mai la mafia lo avrebbe lasciato “libero” da contatti proprio quando finalmente sarebbe (politicamente) servito a qualcosa? E’ illogico, non quadra. Tra l’altro sono stati sconfessati dai giudici i “pentiti” portati al processo, compreso quel tal Spatuzza che aveva deposto in aula quest’inverno tra incredibili show mediatici e titoloni anti-Berlusconi sui giornali, ma è stato sbugiardato dalla sentenza... Ma allora Dell’Utri è innocente? Non sembra, visto che sì è preso comunque 7 anni di galera, anche se molti scommettono sul suo prossimo proscioglimento in Cassazione. Una volta di più temo che tutta la questione finirà come la storia del bacio di Andreotti al boss dei boss. Se ne è parlato per anni, processi interminabili, condanne su condanne ma poi alla fine si finisce in nulla e probabilmente la mafia ringrazia, continuando a fare affari con tutti…
AUGURI, MONS. FISICHELLA!
La notizia sfiora il carattere personale, ma visto che queste sono anche note politiche un saluto ed un augurio a Mons. Rino Fisichella (che io chiamo “coscritto”, visto che siano entrambi del ’51) che questa settimana è stato nominato dal Papa a dirigere il nuovo, importante dicastero vaticano per la “Rivangelizzazione dell’Occidente”, preludio alla ormai prossima porpora cardinalizia. Perdiamo così il nostro “parroco” alla Camera dei deputati dove mons. Fisichella in questi anni ha costruito un gruppo ben amalgamato di amici parlamentari di ogni parte politica che periodicamente si ritrova per pregare, crescere spiritualmente ed anche viaggiare visti gli ormai numerosi pellegrinaggi svolti in diversi paesi. Monsignor Rino Fisichella sarà a Verbania il 16 ottobre per partecipare come relatore alla IIa parte del convegno su Contardo Ferrini.
UN SALUTO E BUONA SETTIMANA A TUTTI ! MARCO ZACCHERA

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